Il via alla missione lunare degli Usa ha segnato anche l’inizio della corsa alla quotazione di SpaceX di Elon Musk. SpaceX ha già lanciato nello spazio più razzi di qualsiasi altra azienda con la promessa di investire nel ritorno sulla Luna e di tentare la colonizzazione di Marte. Ma il programma del visionario Musk, che resta comunque al vertice della classifica mondiale dei Paperoni, è molto più ampio. L’azienda aspira infatti a collocare nello spazio data center per l’intelligenza artificiale, continuando ovviamente a gestire il suo lucroso sistema di comunicazioni satellitari (Starlink) che copre tutto il globo terrestre ed è sempre più utilizzato sopratutto a causa delle guerre in corso. SpaceX ha già chiesto l’autorizzazione a lanciare fino a un milione di satelliti a energia solare progettati come centri dati orbitali. Un’ipotesi questa molto cara agli ingegneri della Nasa che, da 20 anni, sognano di spostare l’informatica ad alto consumo energetico fuori dal pianeta.
Il primo passo comunque è la quotazione per reperire capitali. L’incontro con gli analisti è previsto con uno show alla grande nella sede della società a Starbase in Texas il 21 aprile mentre il 23 ci sarà una visita al centro dati “Macrohard” di xAI a Memphis, nel Tennessee. Ci sarà anche un incontro online il 4 maggio per discutere i modelli finanziari con gli analisti delle banche dato che valutare il conglomerato non è un compito semplice.
“Come nel caso di Tesla, la valutazione di SpaceX potrebbe fluttuare in modo selvaggio in base a quanto gli investitori siano disposti a sposare le visionarie strategie che Musk mette in campo – ha detto Angelo Bochanis di Renaissance Capital, società di ricerca specializzata in Ipo.
L’ultima valutazione “reale” della startup missilistica è stata di circa 800 miliardi di dollari in una vendita secondaria di azioni. Ora però si punta a una valutazione potenziale di oltre 1.750 miliardi dopo la fusione con lo sviluppatore di intelligenza artificiale xAI: l’accordo che ha valutato la società missilistica 1 trilione di dollari. In Borsa SpaceX punta a raccogliere più di 50 miliardi di dollari, superando di gran lunga la quotazione del 2019 di Saudi Aramco, che ad oggi, con 29 miliardi, rimane la più grande Ipo mai realizzata.
Quanto all’operazione, secondo gli esperti, con una struttura azionaria a due classi Musk riuscirebbe non solo ad attingere ai capitali della quotazione ma anche a mantenere il controllo dell’azienda dopo la sostanziale diluizione che la quotazione comporta. Tra le criticità il fatto che l’imprenditore sudafricano è a capo di molte aziende come Tesla per le auto, i chip cerebrali di Neuralink e l’impresa di scavo di tunnel The Boring Company e dunque ci sono dubbi sulle sue capacità di supervisionare più aziende con un valore di mercato superiore a mille miliardi di dollari.
Secondo quanto risulta a Reuters SpaceX ha generato circa 8 miliardi di dollari di profitto su 15-16 miliardi di dollari di entrate lo scorso anno. Negli Usa la corsa allo spazio è una industria in grande crescita e anche Jeff Bezos di Amazon ha investito molti miliardi di dollari nella sua Blue Origin e l’uscita delle notizie su Space X i titoli del settore spaziale sono cresciuti in Borsa: Intuitive Machines in rialzo dell’11% mentre Planet Labs , AST SpaceMobile e Rocket Lab hanno guadagnato tra il 6% e il 10%.
Negli Usa il 2026 potrebbe essere un anno favorevole alle Ipo dato che altre startup di alto profilo, tra cui il produttore di ChatGPT, OpenAI e la rivale Anthropic, stanno valutando l’ipotesi di quotazione. Quella di SpaceX potrebbe essere già a giugno mese del compleanno di Musk e quando è previsto l’allineamento, molto raro, di Venere e Giove.

