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SpaceX, l’ora della verità: il 4 agosto la prima trimestrale da società quotata

Attesi ricavi a 6,87 miliardi per il gruppo di Musk. Ma pesa il crollo del titolo in borsa, i ritardi di Starship e il nodo delle spese per l’AI

SpaceX, l’ora della verità: il 4 agosto la prima trimestrale da società quotata

I conti di SpaceX alla prova del mercato: tra calo in borsa e l’ombra delle nozze con Tesla

Il 4 agosto sarà l’ora X di Space X. E non si tratta del lancio dell’ennesimo razzo ma della pubblicazione della prima trimestrale, i conti del secondo trimestre, da azienda quotata della società che aveva reso, per qualche giorno, trillionario  Elon Musk.  Le azioni di Space X, dopo un debutto spettacolare con la raccolta di 75 miliardi di dollari, sono scese e oggi vengono scambiate intorno a 118,24 dollari: circa il 12% sotto il prezzo dell’Ipo e quasi il 48% al di sotto dei massimi di giugno. Nel frattempo, l’elevata valutazione, le spese necessarie per finanziare i nuovi progetti e i ritardi di Starship hanno alimentato le posizioni ribassiste sul titolo. Ovviamente non è una trimestrale come le altre ma l’occasione per verificare le promesse fatte. 

Le stime del consenso pubblicate il 22 luglio vedevano ricavi a 6,87 miliardi di dollari e una perdita di circa 0,28 dollari per azione. Si tratterebbe di una crescita significativa rispetto al primo trimestre del 2026, quando SpaceX aveva generato circa 4,7 miliardi di ricavi,  con una perdita superiore a 4,2 miliardi e una perdita di 1,27 dollari per azione.

Il pilastro del gruppo resta comunque la società di tlc Starlink che nel primo trimestre aveva generato circa 3,3 miliardi di dollari, rappresentando la maggioranza dei ricavi complessivi. Una crescita sostenuta della società potrebbe contribuire a finanziare le iniziative più speculative del gruppo. Al contrario, un rallentamento aumenterebbe i dubbi sulla capacità di SpaceX di sostenere contemporaneamente Starship, le infrastrutture AI e la costruzione di nuove costellazioni satellitari. Particolare attenzione sarà riservata anche ai margini. Un aumento dei ricavi accompagnato da costi altrettanto elevati potrebbe non essere sufficiente per convincere il mercato, soprattutto considerando la valutazione ancora superiore a mille miliardi di dollari.

Ma il futuro di SpaceX è Starship. Il razzo pesante completamente riutilizzabile per ridurre drasticamente il costo dei lanci, trasportare satelliti Starlink più grandi e creare nuove opportunità commerciali nel settore spaziale. Il rinvio di un test di Starship ha contribuito alla debolezza del titolo. Infatti SpaceX aveva indicato nel prospetto dell’Ipo l’intenzione di iniziare a utilizzare Starship per distribuire satelliti Starlink nella seconda parte del 2026. Nuovi ritardi potrebbero mettere in discussione quella tabella di marcia. La seconda area strategica riguarda l’intelligenza artificiale. SpaceX non viene più valutata soltanto come un’azienda aerospaziale o come un operatore satellitare, ma come una piattaforma integrata che punta a combinare connettività, capacità di calcolo e applicazioni AI.

Goldman Sachs aveva stimato che i ricavi complessivi di SpaceX potessero passare da circa 18,7 miliardi di dollari nel 2025 a 474 miliardi entro il 2030. Una parte consistente di questa crescita dovrebbe derivare proprio dalle attività di intelligenza artificiale. 

La pubblicazione dei risultati attiverà anche una delle clausole più importanti del lock-up previsto dall’Ipo e quindi,  dal 6 agosto, dipendenti e primi investitori potrebbero decidere di monetizzare una parte delle partecipazioni accumulate quando SpaceX era una società privata. Sullo sfondo la crescente speculazione su una possibile combinazione tra SpaceX e Tesla. Durante la conference call sui risultati della società automobilistica del 22 luglio, Musk ha sottolineato che le collaborazioni tra le due aziende stanno aumentando e che esistono sempre più aree di sovrapposizione. Alla domanda su una possibile fusione non ha escluso l’operazione. Le sinergie ci sono.

Tesla e SpaceX condividono competenze nella produzione, nelle batterie, nell’intelligenza artificiale e nella progettazione di semiconduttori. Terafab potrebbe diventare il principale punto di incontro, mentre Starlink potrebbe sostenere la connettività dei robotaxi e dei prodotti autonomi di Tesla. Restano però ostacoli significativi sul fronte normativo e della governance, considerando il diverso peso dei diritti di voto detenuti da Musk nelle due società e la rilevanza dei contratti governativi di SpaceX.

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