Bankia, la pecora nera fra le banche spagnole che aveva scatenato la sindrome iberica del credito, è addirittura citata come un successo della Troika.  Anche Madrid, dopo Dublino, è uscita dal programma di assistenza finanziaria che aveva chiesto alla Ue per le sue banche a luglio 2012.

Il programma è cessato alla mezzanotte di ieri, uscita che ora rafforzerà la fiducia dei mercati nei confronti della Spagna. Tanto che in vista dell'uscita dal piano di salvataggio Ue, gli investitori erano tornati a gettonare i titoli azionari, con l'Ibex che ha guadagnato il 25 % negli ultimi sei mesi.

"I mercati finanziari si sono stabilizzati, le banche hanno più liquidità, la loro solvibilità resta stabile, i depositi crescono e l'accesso ai finanziamenti è migliorato", ha detto il Commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn. Il programma di ricapitalizzazione delle banche iberiche, come Bankia (che nel terzo trimestre del 2013 ha registrato un utile netto di 161 milioni), NCG, Catalunya Banc e Banco de Valencia, affossate dalla crisi, era partito 18 mesi fa con il trasferimento da parte dell'Ue di 37 miliardi di euro. Grazie agli aiuti, ha spiegato Rehn, la ristrutturazione delle banche procede bene, guidata dai piani concordati con la Ue. "La governance e la supervisione sono migliorate, assicurando che le pratiche irresponsabili che hanno portato alla crisi non si ripeteranno", ha sottolineato.

Ma il Commissario europeo ha anche messo in guardia Madrid sul fatto che "ci sono ancora sfide importanti da affrontare" e dunque farà bene a "non autocompiacersi". La Spagna "deve proseguire nel lavoro finalizzato ad abbattere la disoccupazione, che resta drammaticamente alta, continuare con le riforme strutturali e col risanamento dei conti, come concordato", ha spiegato. Sullo sfondo anche l'esplosione delle sofferenze (al 15% circa del totale dei prestiti) che inizieranno a calare soltanto nel 20154. Anche l'agenzia Fitch ha avvertito il governo Rajoy che, nonostante abbia alzato l'outlook da negativo a stabile e confermato il rating sovrano a BBB a novembre, la crescita spagnola "sarà molto lenta" quest'anno mentre un tasso di disoccupazione al 26,7%, resta il secondo più alto nell'eurozona dopo quello della Grecia (27,4%).

I progressi fatti da Madrid sul fronte dei conti sono stati premiati oggi dagli investitori con una domanda boom per il nuovo titolo di Stato decennale iberico. Il Tesoro spagnolo ha venduto, attraverso un'operazione sindacata con le banche, 10 miliardi di euro di nuovi Bonos a 10 anni con richieste vicino ai 40 miliardi di euro (39,6), domanda che ha permesso anche di far calare il tasso al 3,8%. L'offerta iniziale era di tre miliardi di euro. La rinnovata fiducia dei mercati verso Madrid si riflette anche nello spread Bonos-Bund, in calo a 197 punti base.

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Bankia, la pecora nera fra le banche spagnole che aveva scatenato la sindrome iberica del credito, è addirittura citata come un successo della Troika.  Anche Madrid, dopo Dublino, è uscita dal programma di assistenza finanziaria che aveva chiesto alla Ue per le sue banche a luglio 2012.

Il programma è cessato alla mezzanotte di ieri, uscita che ora rafforzerà la fiducia dei mercati nei confronti della Spagna. Tanto che in vista dell'uscita dal piano di salvataggio Ue, gli investitori erano tornati a gettonare i titoli azionari, con l'Ibex che ha guadagnato il 25 % negli ultimi sei mesi.

"I mercati finanziari si sono stabilizzati, le banche hanno più liquidità, la loro solvibilità resta stabile, i depositi crescono e l'accesso ai finanziamenti è migliorato", ha detto il Commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn. Il programma di ricapitalizzazione delle banche iberiche, come Bankia (che nel terzo trimestre del 2013 ha registrato un utile netto di 161 milioni), NCG, Catalunya Banc e Banco de Valencia, affossate dalla crisi, era partito 18 mesi fa con il trasferimento da parte dell'Ue di 37 miliardi di euro. Grazie agli aiuti, ha spiegato Rehn, la ristrutturazione delle banche procede bene, guidata dai piani concordati con la Ue. "La governance e la supervisione sono migliorate, assicurando che le pratiche irresponsabili che hanno portato alla crisi non si ripeteranno", ha sottolineato.

Ma il Commissario europeo ha anche messo in guardia Madrid sul fatto che "ci sono ancora sfide importanti da affrontare" e dunque farà bene a "non autocompiacersi". La Spagna "deve proseguire nel lavoro finalizzato ad abbattere la disoccupazione, che resta drammaticamente alta, continuare con le riforme strutturali e col risanamento dei conti, come concordato", ha spiegato. Sullo sfondo anche l'esplosione delle sofferenze (al 15% circa del totale dei prestiti) che inizieranno a calare soltanto nel 20154. Anche l'agenzia Fitch ha avvertito il governo Rajoy che, nonostante abbia alzato l'outlook da negativo a stabile e confermato il rating sovrano a BBB a novembre, la crescita spagnola "sarà molto lenta" quest'anno mentre un tasso di disoccupazione al 26,7%, resta il secondo più alto nell'eurozona dopo quello della Grecia (27,4%).

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