Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Spread,corsa ai Btp dopo la debacle M5S. Rischio politico fa un po’ meno paura

Spread,corsa ai Btp dopo la debacle M5S. Rischio politico fa un po’ meno paura

Tasso del Btp a 10 anni a minimi da gennaio dopo le Amministrative. Il calo dello spread era iniziato dopo il non-accordo sulla legge elettorale e la Bce

Spread,corsa ai Btp dopo la debacle M5S. Rischio politico fa un po’ meno paura
grillo campidoglio 02

di Andrea Deugeni
twitter11
@andreadeugeni

La debacle del movimento di Beppe Grillo nelle Amministrative amplifica la riduzione dello spread innescata la settimana scorsa dal mancato accordo sulla legge elettorale in Parlamento e dall’accantonamento dell’ipotesi delle elezioni anticipate in autunno. Trend a cui hanno dato un aiutino anche le dinamiche interne alla Bce sul quatitative easing. Così, dopo che il Movimento 5 Stelle non è riuscito a centrare alcun ballottaggio in nessun capoluogo di provincia, gli analisti finanziari hanno sottolineato come gli investitori si siano oggi messi a caccia di titoli decennali del Tesoro.

grillo di battista di maio
 

Il tasso sul Btp a 10 anni ha infatti toccato i minimi da gennaio scorso, scendendo al 2,01%, mentre lo spread col Bund tedesco è calato a 175,5 punti base. Un andamento, quello del differenziale tra il Btp a 10 anni del Tesoro e il corrispondente Bund tedesco, che ha segnato una decisa inversione di tendenza dopo i rialzi di inizio scorsa settimana quando ha anche sforato quota 200 punti (mercoledì ha toccato i 203,6 punti base) proprio sull’ipotesi di ricorso alle urne prima della scadenza naturale della legislatura (marzo 2018).

Secondo Mps Capital Services, “le Comunali italiane sono questa mattina lette dagli operatori come un’ulteriore conferma del venir meno dell’ipotesi di elezioni anticipate“.

L’alleviarsi delle tensioni politiche (il M5S ha una posizione contraria ai trattati europei e non ortodossa all’euro) ha alimentato l’appeal dei bond italiani presso gli investitori, un appeal incentivato anche dal rinvio del dibattito sul tapering (uscita dalla politica monetaria espansiva tramite strumenti non convenzionali, come l’acquisto di obbligazioni governative dei Paesi di Eurolandia) in seno alla Bce.

Dopo che giovedì scorso i banchieri dell’Eurotower hanno deciso di non affrontare il discorso sulla strategia di riduzione degli acquisti dei government-bond, i Buoni Poliennali del Tesoro, penalizzati nei giorni precedenti anche dai timori per le tensioni politiche a Roma, hanno recuperato terreno e l’aumento dei prezzi ha contenuto il rendimento e il suo divario rispetto al Bund.

I titoli di Stato italiani e lo spread sono stati “protetti” (dall’impennata del costo del debito) fino ad ora dagli acquisti mensili all’interno del programma di quantitative easing della Bce, piano il cui venir meno preoccupa non poco gli investitori. Specialmente in uno scenario politico in cui nessuna dei tre grandi forze politiche in Parlamento riesca a centrare l’obiettivo di formare una forte maggioranza monocolore o, perlomeno, stabile.

Dopo la riunione di giovedì scorso in cui l’Eurotower ha tagliato le stime d’inflazione per il prossimo triennio, andamento che viaggia ancora sotto il target del 2%, il QE, secondo molti analisti, potrebbe durare fino a giugno o dicembre 2018. Ben oltre, dunque, la scadenza inizialmente ipotizzata per gli acquisti della Bce e quella naturale della legislatura italiana. Orizzonte temporale in cui dopo il risultato elettorale di oggi, il rischio politico del M5S, partito anti-establishment al governo, spiegano gli analisti, fa un po’ meno paura.