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Economia
Spread sotto quota 90, ai minimi dal 2010

Funziona eccome. Ha ragione il presidente della Bce, Mario Draghi, quando dice che Quantitative easing appena varato sta già dando i suoi frutti. Oggi lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi scende, per la prima volta dall'aprile 2010, sotto i 90 punti a quota 86,50, contro i 91 punti della chiusura di ieri. Il rendimento è al minimo record dell'1,06%. Il differenziale tra Bonos e Bund e' a quota 87, per un rendimento dell'1,06% .

Stesso discorso per l'euro, sempre più vicino alla soglia psicologica di un dollaro. La moneta unica stamattina ha aperto 1,0594 dollari, dopo aver toccato un nuovo minimo da 12 anni a 1,0494 dollari. Le borse europee dopo le nuone performance dei giorni scorsi terminano le contrattazioni in rosso. A Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,11%, Parigi cede lo 0,1% come Francoforte, mentre Londra avanza dello 0,7%. Fari su Generali che ha chiuso il 2014 con un calo dell'utile a 1,7 miliardi a causa di una serie di rettifiche. Attenzione anche a Snam che ha presentato il nuovo piano industriale, dopo la crescita dei profitti ed Erg che archivia il 2014 con un risultato netto di 48 milioni di euro. Prosegue anche la corsa di Fca che vede la soglia dei 15 euro per azione. Cerca il rimbalzo, dopo due sedute complicate, Wall Street: mentre chiudono i mercati europei, il Dow Jones sale dell'1,1%, mentre l'S&P 500 avanza dello 0,9% e il Nasdaq dello 0,6%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,43%, a ridosso dei livelli più alti degli ultimi 15 anni, grazie all'ottimismo degli investitori sull'aumento dei salari in primavera da parte delle imprese, aggiungendo altro slancio alla ripresa economica nipponica. L'indice Nikkei ha terminato le contrattazioni a 18.991,11, con un allungo di 267,59 punti, dopo aver raggiunto un massimo intraday oltre quota 19.000, a 19.008,13 punti, per la prima volta da aprile 2000. In Giappone, inoltre, la fiducia dei consumatori è cresciuta per il terzo mese consecutivo cresce in Giappone per il terzo mese di seguito, secondo una rilevazione diffusa dal governo.

 Sul fronte delle materie prime tornano le vendite sull'oro: il lingotto con consegna immediata perde lo 0,4% a 1.150,32 dollari l'oncia contro i 1.153,10 dollari segnati a Singapore. Acquisti, invece, sul petrolio: i contratti futures vengono trattati a 49 dollari al barile dopo il dato Usa sull'aumento delle scorte.

 

 

 

 

Intanto le Borse europee viagggiano incerte con gli occhi puntati sulle prossime mosse della Federal Reserve. Gli investitori temono che un rialzo dei tassi possa avvenire presto, magari già a giugno. A Milano Piazza Affari è invariata, come Francoforte e Parigi, mentre Londra avanza dello 0,9%, mentre Parigi è invariata, Francoforte recupera lo 0,2% e Londra lo 0,7%.

Risultati positivi per le tre aste odierne con cui il Tesoro ha collocato Btp fra 3 e 30 anni per un totale di 7,25 miliardi con rendimenti in netto calo. In dettaglio, sono stati emessi 2,5 miliardi di titoli a ter anni (scadenza gennaio 2018) con un rendimento sceso allo 0,15%, un valore di 30 punti inferiore rispetto all'asta dello scorso 12 febbraio. Forte la domanda, pari a 4,69 miliardi, con un rapporto di copertura pari a 1,88. Nella seconda asta il Tesoro ha collocato Btp a 7 anni per 3 miliardi con un forte calo anche qui dei rendimenti, scesi di 52 punti allo 0,71%. La domanda è stata 1,49 volte l'importo assegnato e pari a 4,46 miliardi. Collocato anche il massimo importo in offerta (1,75 miliardi) per l'asta di Btp a 30 anni scadenza settembre 2046, con un rendimento dell'1,86% e una copertura di 1,57 volte per una domanda di 2,75 miliardi.

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