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Economia
Legge di Stabilità da 36 miliardi. Renzi: "Meno tasse per ripartire"

Dopo un'ora e mezza di riunione il Consiglio dei ministri ha varato il ddl Stabilità, "una grande novità nella finanza pubblica italiana". L'ammontare complessivo della ex Finanziaria infatti è di 36 miliardi di euro, una manovorna che contiene diciotto miliardi di tagli alle tasse. "Diciotto, non come l'articolo, ma diciotto miliardi di tasse in meno. La più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo in un anno", ha esordito infatti in conferenza stampa il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel presentare la manovra. "Ci saranno 36 miliardi di entrate e 36 miliardi di uscite e passeremo dal 2,2 al 2,9 di deficit-Pil", ha aggiunto poi il premier.

Metà delle entrate arriverà dall'azione congiunta della spending review, da cui il governo ricaverà 15 miliardi, e lotta all'evasione che secondo i piani dell'esecutivo frutterà 3,8 miliardi di euro. Una lotta che, ha sottolineato Renzi, "non si fa fermando i clienti che escono dai negozi, ma incrociando le banche dati". Il resto della cassa da spendere, invece verrà per la maggior parte realizzata facendo lievitare il deficit di 11 miliardi di euro. Ammontare a cui si aggiungeranno un altro miliardo dalle slot machine e 3,6 dal gettito sulla tassazione sulle rendite finanziare: in questo caso, annuncia Renzi, "le fondazioni bancarie avranno un prelievo meno conveniente, così come i fondi pensione".

Sulla spesa in deficit e il rinvio del pareggio di bilancio al 2017, Renzi ha spiegato che "per l'Italia possa valere la duplice categoria delle circostanze straordinarie: riforme strutturali e situazione attuale dell'economia". "La situazione è evidente, abbiamo inserito un aggiustamento strutturale, ma siamo comunque disposti a dialogare con la Commissione di oggi e domani. Noi siamo dentro il rispetto delle regole europee per come la Ue le ha spiegate. Se ci sono questioni specifiche comunque rispondiamo", ha aggiunto.

I 36 miliardi di euro raccimolati dal Governo serviranno per finanziare il bonus Irpef degli 80 euro, per un totale di 9,5 miliardi, eliminare la componente lavoro dall'Irap pagata dalle imprese (un taglio che vale 5 miliardi), finanziare gli sgravi contributivi (da 1,9 miliardi di euro) per i neo-assunti a tempo indeterminato e stanziare 800 milioni di euro di sgravio fiscale per circa 900 mila partite Iva che fatturano meno di 15mila euro.

Per aiutare le famiglie con figli, Renzi ha messo sul piatto 500 milioni per un sostegno fino al terzo anno di età del figlio. La misura sarà modulata in base al reddito e dovrebbe andare alle famiglie che hanno bambini nati tra il 2013-2015. Per i nuclei numerosi in arrivo anche l’esenzione dei ticket, con la riforma che sarà pronta entro fine anno. Ci saranno anche 100 milioni di euro a garanzia del Tfr. Cosi' chi vorrà usufruirne lo potrà fare".

Per sostenere i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act il governo ha stanziato invece 1,5 miliardi aggiuntivi. La manovra contiene anche un miliardo per allentare il patto di Stabilità interno. I Comuni chiedono però che venga rinviato anche per loro l’obbligo del pareggio di bilancio al 2017. Possibile anche un piano per la dismissione e valorizzazione degli immobili pubblici, non solo per ridurre il debito ma anche per finanziare nuovi investimenti.

Del capitolo uscite fanno parte anche gli sgravi per le ristrutturazioni edilizie (al 50%) e il cosiddetto ecobonus (al 65%) per gli interventi di efficienza energetica, confermati dunque anche per il 2015. In arrivo risorse per mezzo miliardo per il credito d’imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo (per le imprese possibili anche anche il `patent box´, cioè un meccanismo di sostegno ai brevetti, con agevolazioni sui guadagni). Sulla scuola, infine, "abbiamo messo 500 milioni e serve ad assumere tutti i 149.000 della graduatorie a esaurimento", ha aggiunto Renzi.

Dopo aver spiegato i numerosi provvedimenti pro-imprese, il premier ha sentenziato che "le aziende ora non hanno più scuse per non assumere. Non pagheranno mai più dal 2015 la componente lavoro dell'Irap, non pagheranno i contributi per i neoassunti, per un risparmio totale di 5 miliardi". Per i Comuni,"si va verso un federalismo fiscale più efficiente", ha spiegato invece il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Che dopo aver preso la parola ha aggiunto: "Le misure daranno uno stimolo all'economia italiana".

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