Gli stipendi contrattuali crescono, ma a velocità molto diverse. A giugno l’aumento medio annuo è del 2,4%. Alcuni comparti superano il 5%, mentre per i dipendenti delle farmacie private l’indice non registra alcuna crescita.
Retribuzioni +2,4% a giugno, ma 3,9 milioni di dipendenti aspettano ancora il rinnovo del contratto
L’igiene ambientale guida gli aumenti contrattuali con un +5,7% rispetto a giugno 2025. Seguono i comparti gas e acqua e chimica, entrambi al +5,2%. All’estremo opposto ci sono le farmacie private, dove l’Istat indica una variazione nulla.
Per l’insieme dell’economia, la retribuzione contrattuale oraria è salita dello 0,5% rispetto a maggio e del 2,4% su base annua. Nel settore privato l’incremento tendenziale è del 2,4%, con agricoltura al 3,2%, industria al 2,7% e servizi privati al 2,2%. La pubblica amministrazione si ferma al 2,3%.
Guardando ai primi sei mesi dell’anno, la crescita media delle retribuzioni contrattuali è del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato va letto per quello che misura: l’evoluzione delle paghe fissate dai contratti collettivi, non il netto effettivamente ricevuto dal singolo lavoratore e nemmeno una classifica dei salari assoluti.
Il rinnovo dei contratti continua a incidere. A fine giugno erano in vigore, per la parte economica, 50 contratti collettivi nazionali, relativi a circa 9,1 milioni di dipendenti. Restavano però 25 contratti da rinnovare, che interessavano circa 3,9 milioni di lavoratori: 1,1 milioni nel privato e 2,8 milioni nella pubblica amministrazione.
Per questi lavoratori, il prossimo rinnovo contrattuale può modificare direttamente la dinamica della busta paga nei mesi successivi.

