Stipendi, aumenti fino a 221 euro per 200mila dipendenti pubblici: ecco chi li avrà
Aumenti in busta paga e arretrati per circa 200mila dipendenti pubblici. È entrato in vigore ieri, 7 agosto, il nuovo contratto delle Funzioni centrali, sottoscritto da Aran e sindacati e valido per il triennio 2025-2027. L’accordo, firmato definitivamente il 9 giugno scorso, riguarda i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici e prevede aumenti medi di 162 euro lordi mensili a regime.
Gli incrementi delle retribuzioni saranno progressivi a partire dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. Dal 2027 l’aumento mensile lordo medio, calcolato su 13 mensilità, arriverà a 221 euro per l’area delle elevate professionalità. Per i funzionari l’incremento medio sarà di 161,80 euro al mese, mentre per gli assistenti sarà di 133,20 euro. Per gli operatori l’aumento sarà invece di 126,60 euro. Si tratta di importi lordi medi, prima quindi delle trattenute fiscali e contributive.
Arretrati fino a 1.300 euro
Il contratto decorre dal 1° gennaio 2025 e prevede quindi il riconoscimento degli arretrati relativi al periodo precedente all’entrata in vigore del rinnovo. Gli importi una tantum indicati nel contratto vanno da circa 1.000 euro per il comparto degli assistenti fino a 1.300 euro per l’area dei funzionari. Gli arretrati sono attesi in autunno, secondo le tempistiche previste per l’applicazione del nuovo contratto.
Il rinnovo non riguarda soltanto la parte economica. Tra le novità c’è anche una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Il contratto prevede che le decisioni non possano essere affidate esclusivamente all’IA, ma debbano essere sottoposte a un controllo umano diretto e costante. Viene inoltre introdotto il “patentino delle competenze”, destinato a certificare i percorsi di formazione e aggiornamento professionale e tecnologico dei dipendenti. Tra le altre novità figura l’inserimento del pendolarismo tra i criteri che possono essere utilizzati per determinare la flessibilità oraria. Il contratto introduce inoltre la figura professionale del social media e digital manager.
Il nuovo contratto è stato accolto positivamente dalle organizzazioni sindacali che hanno partecipato alla trattativa. La Fp-Cgil, che aveva firmato la pre-intesa di giugno, ha sottolineato che l’accordo riconosce incrementi superiori all’inflazione programmata e introduce un meccanismo di verifica successivo a tutela del potere d’acquisto. Positivo anche il giudizio della Cisl-Fp, che ha parlato di un risultato di valore sindacale, e della Uil Fp, che ha evidenziato l’importanza di rendere disponibili rapidamente le risorse già stanziate. La Flp ha definito il contratto un significativo passo avanti, pur segnalando alcune criticità sul pieno recupero del potere d’acquisto. La Confsal-UNSA ha invece sottolineato in particolare la novità della disciplina sull’intelligenza artificiale.
Quasi 465 euro in più con gli ultimi tre rinnovi
Il nuovo accordo si aggiunge ai precedenti rinnovi contrattuali. Per il periodo 2022-2024 l’aumento retributivo mensile medio a regime era stato di 167,21 euro lordi, contro i 131,42 euro del contratto precedente. Considerando gli ultimi tre rinnovi, l’incremento complessivo medio delle retribuzioni nel comparto delle Funzioni centrali arriva così a 464,49 euro. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha sottolineato che la firma conferma la continuità della contrattazione collettiva nel pubblico impiego e il percorso di rinnovo dei contratti delle amministrazioni centrali.

