Un’insufficienza della dotazione finanziaria da 7,5 miliardi e altre considerazioni legate alla necessità di riduzione della velocità del contagio. Il nuovo decreto della presidenza del Consiglio (Dpcm) di sabato notte che riguarda la Lombardia e le altre 14 province della cosiddetta zona arancione, le aree che trainano l’intera economia italiana, impatta sui lavori di stesura del pacchetto di misure economiche che il Tesoro stava mettendo in piedi fino a sabato con il Ministero dello Sviluppo da inserire nel decreto legge “Covid-19”. Intervento che mira a limitare le conseguenze negative della diffusione dell’epidemia sull’attività delle imprese.

Il viceministro dell’Economia Laura Castelli
Stando a quanto rimbalza da Via XX Settembre nelle ultime ore, infatti, il nuovo scenario ha rallentato i lavori della stesura del secondo decreto anti-coronavirus che nelle attese di giovedì avrebbe dovuto vedere la luce questa settimana, dopo la richiesta del Mef al Parlamento di ritoccare i saldi di finanza pubblica. Stando a quanto filtra, il ministro Roberto Gualtieri è direttamente al lavoro sulle misure per sostenere una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario, interventi cioè per fornire liquidità al sistema produttivo con la garanzia dello Stato su finanziamenti bancari e proprio in queste ore, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, sono in corso le call al Tesoro per imbastire il pacchetto di misure.
Misure che principalmente dovrebbero ruotare attorno a una garanzia pubblica da attivare o mediante il Fondo di garanzia Pmi o in alternativa a un nuovo fondo statale da introdurre nel decreto (anche per evitare effetti negativi sui bilanci delle banche). I lavori però stanno subendo qualche ritardo. Il nuovo scenario dell’introduzione delle zone arancione sta impattando sulla fisionomia finale dell’intervento, fra cui anche l’estensione della cassa integrazione a tutta Italia e in tutti i settori e la sospensione per tre mesi dei mutui. Fisionomia che, dunque, rispetto alle attese della scorsa settimana è ancora in divenire.
Fra le considerazioni che si starebbero facendo al Tesoro c’è anche quella di valutare una misura più drastica per limitare al massimo la diffusione del coronavirus e la velocità del contagio, come quella della chiusura agostana delle attività economiche. Quelle tre settimane, cioè, in cui si lasciano aperti solo i servizi essenziali e si riducono al minimo le occasioni di contatto fra i lavoratori.
La questione sanitaria condiziona la questione economica e inoltre, sarebbero infatti le riflessioni, è difficile organizzare l’attività lavorativa mantenendo l’obbligo del metro di distanza. Da qui, il ritardo sulla tabella di marcia che prevede per domani l’audizione di Gualtieri in Parlamento e il voto sulla relazione sullo scostamento dagli obiettivi programmatici di bilancio mercoledì.
@andreadeugeni
