Superbonus, fermati nuovi “furbetti”
Giorgia Meloni ha dato la colpa anche al Superbonus per il mancato raggiungimento dell’obiettivo del 3% nel rapporto debito/Pil che ci costerà gli occhi puntati addosso dall’Europa e il controllo di tutte le spese. Stando a quanto sta emergendo, la premier potrebbe avere anche ragione.
Dalle dichiarazioni dei redditi del 2025 infatti, sarebbero emerse nuove frodi legate al Superbonus, un possibile danno per le casse dello Stato da 4,1 miliardi, sfruttando l’ultima finestra per non pagare i lavori di ristrutturazione della propria casa. Ma i “furbetti” questa volta sono stati fermati in tempo. Addirittura il 33% dei crediti – riporta Il Sole 24 Ore – è stato ritenuto a rischio e quindi non utilizzabile in compensazione. Praticamente un euro su tre dei crediti che emergono dalle ultime fatture per le spese 2025 è stato fermato per illeciti.
L’impegno del Fisco nel bloccare la monetizzazione di crediti per spese 2025 ha impedito che il conto fosse ancora più alto rispetto agli 8,4 miliardi indicati all’interno del documento di finanza pubblica (Dfp).
Proprio dalla somma tra scarti e screening con l’analisi rischio si arriva così ai 4,1 miliardi di euro. Il valore per l’Erario di averli intercettati subito è quello di aver evitato la monetizzazione di quei crediti, ossia l’utilizzo in compensazione con F24 che avrebbe reso impossibile o quanto meno difficile poi recuperarli.
Questo mostra ancor di più lo sforzo che è stato necessario compiere, anche in termini temporali, perché per le spese 2025 i lavori potevano essere completati entro il 31 dicembre dell’anno passato ma le opzioni per cessioni e sconto in fattura potevano essere comunicate all’amministrazione finanziaria fino al 16 marzo scorso.

