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L’inchiesta sugli arbitri si allarga: Ivan Zazzaroni ascoltato come testimone in Procura a Milano

Proseguono le audizioni davanti al pm Ascione: ieri è stato sentito il legale della FIGC Viglione. Sotto la lente il sistema delle designazioni e le presunte pressioni sulla sala Var

L’inchiesta sugli arbitri si allarga: Ivan Zazzaroni ascoltato come testimone in Procura a Milano
Ivan Zazzaroni

L’inchiesta della Procura di Milano sul settore arbitrale prosegue con una nuova serie di audizioni. Nella mattinata odierna, il direttore del Corriere dello Sport e opinionista televisivo Ivan Zazzaroni si è presentato negli uffici del pubblico ministero Maurizio Ascione per essere ascoltato in qualità di testimone.

Le “bussate” al Var: l’inchiesta entra nel vivo

L’audizione di Zazzaroni segue di poche ore quella dell’avvocato Giancarlo Viglione, responsabile delle Relazioni istituzionali e dell’Ufficio legislativo della FIGC. Secondo quanto emerso, la testimonianza del legale avrebbe fornito elementi utili a ricostruire la dinamica delle cosiddette “bussate” alla sala Var avvenute durante la scorsa stagione calcistica, ovvero i presunti tentativi di condizionamento delle decisioni arbitrali attraverso l’uso della tecnologia.

Tra gli indagati ad oggi esclusivamente arbitri e addetti alla sala Var

L’indagine, che ha già determinato l’autosospensione del designatore Gianluca Rocchi, si articola su due filoni principali. Il primo riguarda le possibili interferenze nelle scelte operative dei direttori di gara al Var, mentre il secondo si concentra su presunte irregolarità nelle designazioni che avrebbero favorito l’Inter. Sul fronte delle responsabilità, la magistratura mantiene attualmente il perimetro delle indagini circoscritto alla classe arbitrale. Risultano infatti iscritti nel registro degli indagati esclusivamente arbitri e addetti alla sala Var, mentre non figurano, allo stato attuale, esponenti o dirigenti dei club professionistici.

Il capitolo designazioni: il focus sull’ex designatore Rocchi

L’audizione di Ivan Zazzaroni, protrattasi per circa due ore, ha permesso agli inquirenti di approfondire il filone relativo alle presunte designazioni pilotate che sarebbero state contestate a Gianluca Rocchi. L’ex designatore, autosospesosi lo scorso 25 aprile a seguito di un invito a comparire per concorso in frode sportiva, è al centro di accertamenti mirati a chiarire la gestione di arbitri ritenuti “graditi” o meno ad alcuni club. In particolare, l’attenzione della Procura si è soffermata su due episodi specifici della scorsa stagione: la direzione di Milan-Inter del 2 aprile 2025, affidata a Daniele Doveri, e quella di Bologna-Inter del 20 aprile, assegnata ad Andrea Colombo. Secondo l’ipotesi accusatoria, basata anche su diverse intercettazioni, tali nomine sarebbero state “schermate” o combinate per influenzare gli incroci arbitrali nelle fasi finali del campionato e della Coppa Italia. Per fare il punto sullo stato delle indagini e coordinare le prossime attività tecniche, nel pomeriggio è previsto un vertice in Procura tra il pm Maurizio Ascione, il procuratore capo Marcello Viola e i militari della Guardia di Finanza, con l’obiettivo di definire il quadro probatorio prima della pausa estiva.