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Economia
Nuove tasse sulla casa. Ma crescono anche acqua e rifiuti

Tariffe locali sempre più pesanti per le tasche degli italiani con aumenti medi oltre il 4%. Il "catenaccio" difensivo dei cittadini contro la crisi si ferma davanti al gioco di squadra delle tasse e, in particolare, di quelle dei servizi pubblici locali. A scardinare le strategie (e il borsellino) dei consumatori sono state soprattutto le tariffe dei servizi idrici e dei rifiuti urbani. Ma non è finita. Ai comuni, infatti, con un emendamento al decreto legge che ha abolito la seconda rata dell’Imu sulla prima casa per il 2013 verrà data la facoltà di aumentare la Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili. In questo modo i sindaci avranno la possibilità di trovare quel miliardo e mezzo in più che gli occorre per far quadrare i bilanci

L'ANALISI DI UNIONCAMERE - Dall'analisi di Unioncamere sull'andamento dei prezzi amministrati a controllo locale e nazionale - realizzata attraverso il proprio Istituto di ricerca specializzato nelle indagini su distribuzione e servizi (Indis) - sulla base dell'Osservatorio "Prezzi e Mercati" emerge che l'inflazione tariffaria nel 2013 si avvia a registrare un aumento medio superiore al 4%. Sul versante opposto, spiega l'analisi, i prezzi dei beni di consumo scambiati sul mercato mostrano dinamiche tendenziali molto piu' contenute: +2% i beni alimentari ad esclusione del fresco e solo +0,5% per quelli non alimentari. Nel complesso, al netto della componente energetica, l'inflazione tariffaria per il 2013 si avvia pertanto a registrare un aumento medio superiore al 4% (+3,8% le tariffe pubbliche nazionali, +4,1% quelle locali, con riferimento al confronto ottobre 2013-ottobre 2012), a fronte di un'inflazione media decisamente moderata che, nel 2013, chiudera' all'1,2%. Il quadro restera' simile anche nel 2014: le attese rispetto all'evoluzione delle tariffe pubbliche (nazionali e locali) indicano, infatti, una crescita media complessiva nell'ordine del 3%, un dato di gran lunga superiore rispetto alla crescita attesa nel livello medio generale dei prezzi.

L'anno prossimo, l'inflazione generale dovrebbe confermarsi all'1,2% in conseguenza di un vistoso cedimento dei prezzi dell'alimentare (da +2,4 a +1,3%) e solo di un lieve recupero di quelli dei beni non alimentari (dallo 0,5% del 2013 ad un poco incoraggiante 1%). Relativamente stabili intorno alla media generale (+1,3% nel 2013 e +1,4% il prossimo anno) i prezzi dei servizi di mercato; in ulteriore calo (-1,5%) quelli dell'energia. "Per rilanciare i consumi e accompagnare i segnali di ripresa dell'economia - sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - e' indispensabile rallentare la corsa di tasse e tariffe, a cominciare da quelle locali. I tanti, piccoli mercati protetti che ancora resistono riducono il potere d'acquisto di famiglie e imprese e sono un freno alla ripresa. Serve piu' trasparenza della pubblica amministrazione per capire i meccanismi di formazione dei prezzi a livello locale e far si' che questi possano incentivare i comportamenti piu' virtuosi e penalizzare quelli piu' nocivi.

L'uso intelligente delle tariffe di certi servizi puo' rivelarsi una leva importante per uno sviluppo locale piu' equo e sostenibile. A condizione di far crescere le capacita' di monitoraggio e di gestione da parte dei comuni". Con riguardo all'evoluzione di ottobre e novembre, ai ritocchi delle tariffe di autostrade, ferrovie e telefonia fissa - che hanno incorporato l'innalzamento di un punto percentuale dell'aliquota ordinaria dell'Iva - si sono sommati gli adeguamenti che hanno interessato i corrispettivi dei servizi pubblici locali, cresciuti - tra ottobre 2012 e ottobre 2013 - del 4,3%.

A guidare la graduatoria sono ancora una volta le tariffe del servizio idrico integrato (+7,4% in media nazionale tra novembre 2013 e novembre 2012) e quelle dei rifiuti urbani (+7,9% tendenziale, sempre a novembre). Su questi andamenti gravano le recenti novita' introdotte nel contesto normativo e regolatorio: da una parte l'Aeeg sta in questi mesi procedendo alla validazione delle proposte di variazione per le tariffe del servizio idrico integrato (i cui aumenti, almeno nelle intenzioni, serviranno per sanare l'annoso problema del deficit infrastrutturale della rete idrica italiana). Dall'altra, nel servizio di igiene urbana, larga parte degli aumenti rilevati e' da attribuire all'entrata in vigore della Tares, il nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi indivisibili (illuminazione pubblica, polizia municipale, cura del verde pubblico) introdotto dal decreto "Salva Italia" e che, in questi mesi, le amministrazioni comunali stanno provvedendo a deliberare. Secondo l'Osservatorio, non sussistono le premesse di un rischio deflazione: pur rimanendo contenuta, anche nel 2014 la dinamica dei prezzi rimarra' positiva. L'aumento dell'Iva, che sino ad ora e' stato assorbito nei margini degli operatori, potra' sollecitare i prezzi non appena i consumi dovessero recuperare. Piu' nello specifico, nel corso del prossimo anno l'inflazione e' attesa stabilizzarsi intorno al punto percentuale: complice il calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, la componente energetica dovrebbe confermarsi in territorio negativo. Inflazione moderata anche per la spesa alimentare e per i beni non alimentari, che dovrebbero comunque accelerare per via degli effetti del maggiore onere fiscale. Un'intensificazione della dinamica e' prevista anche per le tariffe pubbliche, in particolare grazie al contributo dei corrispettivi dei servizi pubblici locali.

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