Caos Tasi, al via i pagamenti. Ma se sbagli niente multa
Il caos Tasi risparmia i contribuenti. Almeno questo, verrebbe da dire. Già perchè con la giungla di variazioni che ostacolano il nuovo regime del pagamento dei tributi locali, i contribuenti che si dimostreranno onesti non verranno colpiti da interessi o sanzioni in caso di errore. Oltre ad averlo assicurato il vice ministro dell'Economia Enrico Morando, la "protezione" è assicurata anche dallo Statuto del contribuente (la legge 212/2000), che all'articolo 10 spiega che il contribuente non deve essere sanzionato se commette una violazione "a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell'amministrazione" o per "obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria".
Secondo il decreto legge 88/2014, l'acconto della Tasi deve essere pagato infatti entro il 16 giugno nei 2.181 Comuni che hanno deliberato le aliquote e le detrazioni entro il 23 maggio scorso e le hanno pubblicate sul sito delle Finanze. A complicare le cose, però, c'è il fatto che alcuni Comuni, nelle loro delibere, hanno previsto scadenze diverse rispetto a quella di legge: ad esempio, 16 luglio, 31 luglio o 16 agosto. Un vero caos di scadenze. Complicato è anche il quadro nei Comuni che hanno confermato la data del 16 giugno, servendo un menù di aliquote e parametri particolarmente ricco e quindi in grado di mettere in difficoltà chi deve fare i conti: in media, secondo i dati di Assosoftware, ogni delibera contiene 11-12 aliquote diverse per le differenti tipologie di immobili e anche le detrazioni, quando ci sono, intervengono a complicare il quadro.
Quindi, chi regolarizza la propria posizione in ritardo rispetto alla scadenza del 16 giugno lo potrà fare pagando solo l'imposta dovuta, senza sanzioni e interessi. Entro quando? I termini non sono ancora noti, ma il governo Renzi ha promesso un intervento del Ministero delle Finanze.
Oltre a essere la scadenza per il pagamento dell'acconto di Tasi e Imu, il 16 giugno è anche la data entro la quale possono mettersi in regola i contribuenti che hanno eseguito un versamento insufficiente della seconda rata Imu del 2013, quella per intenderci da pagare entro il 16 dicembre scorso. In questo caso, basta pagare la differenza dell'imposta senza sanzioni e interessi. Sempre entro il 16 giugno può mettersi in regola senza penalità o more anche chi non ha ricevuto dal Comune i bollettini della Tares 2013 e ha sbagliato i conteggi. La stessa regola vale anche per la mini-Imu pagata il 24 gennaio scorso.