Nuovo schiaffo del Fondo Monetario Internazionale al governo italiano. “Abbiamo forti riserve rispetto ad alcune proposte di riforma fiscale che abbiamo visto in giro”. Lo ha detto Poul Thomsen, direttore del Dipartimento europeo del Fmi, rispondendo alle domande dei giornalisti. Thomsen non ha, però, commentato in modo specifico la flat tax. “Quello che in questo momento serve all’Italia – ha spiegato – è adottare misure credibili. Se quelle adottate dal governo lo saranno, crediamo che non avranno un impatto negativo sulla crescita”. “Pero’ e’ necessario non fare passi indietro sulle riforme strutturali”, ha concluso. Immediata la risposta dell’esecutivo ai dubbi espressi dal Fondo Monetario Internazionale sulla flat tax e sull’ipotesi di riforma fiscale. Massimo Garavglia, vice-ministro dell’Economia, ad Affaritaliani.it: “Non ci risultano testi ufficiali presentati, quindi non sappiamo di che cosa parli ed evidentemente non sa nemmeno lui di che cosa sta parlando”.
Fmi: Italia riduca debito, governo davanti a sfida difficile – “Il rallentamento in atto in Europa si e’ fatto sentire in modo particolare in Italia e in Germania”. Lo ha detto Poul Thomsen, direttore del Dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Questo rallentamento che abbiamo visto finora – aggiunge – mette i legislatori di fronte a una sfida veramente difficile, molto critica. Serve un graduale consolidamento di bilancio soprattutto nel medio termine”.
Fmi: banche italiane riducano l’esposizione al debito sovrano – L’Fmi ha lanciato alle banche italiane una sfida: ridurre l’esposizione al debito sovrano. “Non ho commenti specifici da fornire sullo stato del sistema bancario italiano – ha spiegato Poul Thomson, direttore del Dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale – ma posso dire che serve un consolidamento graduale dei conti pubblici. La sfida delle banche italiane e’ ridurre nel lungo termine l’esposizione al debito sovrano”. Thomson ha lodato le banche italiane per “aver ridotto” i “non performing loan”, i crediti deteriorati. “Intanto – ha continuato – assicuriamoci che l’Italia migliori la sua situazione fiscale, perche’ e’ in una situazione molto difficile, ma ci auguriamo che non arretri su altre aree. Siamo fiduciosi che verra’ individuato il giusto compromesso e che alla fine verra’ trovata la strada giusta”.

