“Dall’Irpef abbiamo cominciato con gli 80 euro e torneremo sul reddito da lavoro nella fase finale della legislatura. Dire più di così a questo punto secondo me è del tutto inappropriato”. Enrico Morando, vice-ministro dell’Economia intervistato da Affaritaliani.it, smorza gli entusiasmi su una nuova riduzione dell’Irpef già a partire dal prossimo anno. “Quella è una linea che abbiamo enunciato fin dall’inizio e cioè intervenire per la riduzione generale della pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa, cominciando dal lavoro, 80 euro, proseguendo con l’impresa, Irap e Ires, e tornando nuovamente sui redditi da lavoro. Le soluzioni tecniche le vedremo quanso sarà tempo. La linea di politica generale è quella che ho spiegato”, afferma Morando.
Quindi nuovo taglio dell’Irpef nel 2018 e non nel 2017… “Tutti vorremmo naturalmente farlo il prima possibile, ma le condizioni di finanza pubblica sono quelle che sono e quindi un impegno lo abbiamo preso per il 2018. Se riusciamo ad anticipare sarà tutto di guadagnato”. Da che cosa dipenderà? “Soprattutto dal ritmo della crescita economica, che noi ci auguriamo si innalzi significativamente”.
Riguarderà soltanto i lavoratori o anche i pensionati? “Se l’intervento sarà sull’Irpef, ovviamente, non sarà limitato ai lavoratori dipendenti del settore privato, né ai lavoratori dipendenti. E’ chiaro che se invece l’intervento riguardasse la fiscalizzazione degli oneri contributivi, quest’ultima si applica ai lavoratori attivi”. Quindi nella prima ipotesi tutti e nella seconda solo i lavoratori attivi… “Esatto”, conclude Morando.

