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Fumata grigia per il dossier 3 Italia in Telecom anche se, rispetto alle attese della vigilia che davano gli spagnoli fortemente contrari al matrimonio con la controllata degli asiatici di Hutchinson Whampoa, la fusione inizia ad avere qualche chance di realizzazione in più. Stando almeno alle parole di Tarak Ben Ammar, il finanziere tunisino che siede nel board dell'ex monopolista.

"Abbiamo deciso di approfondire molto di più con l'obiettivo di trovare soluzioni per far salire il titolo e creare ricchezza", ha detto infatti Ben Ammar, l'unico dei consiglieri (eccetto a Jean-Paul Fitoussi che però si é limitato a un generico "bene" alla domanda su come fosse andato il consiglio) usciti dalla sede della società in Piazza Affari e intercetatti dai giornalisti a parlare.

"Gli spagnoli - ha aggiunto poi parlando della posizione di Telefonica, socio di maggioranza relativa in Telco, la holding che ha in pancia il 22,4% di Telecom - sono soci seri, collaborativi e hanno un'esperienza che ci interessa molto. Non ci sono no a priori da nessuno, vogliamo capire bene e abbiamo preso più tempo". Insomma, nessuna decisione formale, ma un mandato ad approfondire l'ipotesi di integrazione con 3 Italia con gli spagnoli (rappresentati oggi nel board da entrambi i consiglieri, il presidente di Telefonica Cesar Alierta e dall'amministratore delegato Julio Linares) che non hanno messo veti all'ingresso del gruppo 3 Italia nel capitale.

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Uno dei Cda di Telecom (che all'ordine del giorno aveva anche i conti del primo trimestre) più attesi dal mercato negli ultimi mesi, dunque, ha preso tempo per valutare meglio i numeri del quarto operatore italiano della telefonia che, portato in dote nella fusione con Telecom, dovrebbe consentire ai cinesi, stando alle prime valutazioni, di salire sulla plancia di comando dell'ex monopolista.

Secondo alcune indiscrezioni, i consiglieri del gruppo guidato da Franco Bernabè non avrebbero ancora a disposizione molti dati, anche condivisi, per una visione complessiva dei benefici dell'operazione e in Telecom, dalle prime valutazioni, sarebbero emersi numeri molto distanti dalle aspettative del magnate cinese Li Ka Shing che vorrebbe valorizzare la sua controllata a una cifra vicina ai 2 miliardi.

Per proseguire le trattative "sicuramente ci sarà un dialogo con H3G per capire i numeri", ha infatti aggiunto Ben Ammar, precisando che "per adesso non c'è nessun mandato a trattare". Ci sarà quindi "un nuovo Cda fra non più di un mese" (convocato per il 23 maggio) per tirare le fila della discussione ed entrare nei dettagli. A livello generale il Cda, durato quasi sei ore, è stato "costruttivo", ha concluso Ben Ammar e buona parte della riunione, fino alle 13 circa, è stata dedicata ai conti. Infine, mentre a Piazza Affari, il titolo ha chiuso in leggero ribasso (-0,62% a 0,637 euro), il board ha deciso di compiere un supplemento d'indagine anche per approfondire il piano di scorporo della rete.

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