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Economia

L'Antitrust ha comminato a Telecom Italia una sanzione pari a 103,794 milioni di euro per aver abusato della sua posizione dominante nelle infrastrutture di rete. E' quanto si legge in una nota dell'autorita'.

La societa', afferma l'Antitrust, "ha abusato, con due distinti comportamenti, della posizione dominante detenuta nella fornitura dei servizi di accesso all'ingrosso alla rete locale e alla banda larga, ostacolando l'espansione dei concorrenti nei mercati dei servizi di telefonia vocale e dell'accesso ad internet a banda larga".

L'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato che ha "diffidato la societa' dal ripetere in futuro tali comportamenti sanzionandola con una multa complessiva di 103,794 milioni di euro".

LA REPLICA. Telecom contesta la decisione dell'Antitrust che ha multato il gruppo per 103 milioni per abuso di posizione dominante e preannuncia ricorso al Ter contro la sanzione dell'Agcm. Telecom rivendica di ''aver sempre assicurato agli operatori alternativi la pine parita' di trattamento nell'accesso alla sua rete, nel rispetto delle normative vigenti grazie anche all'implementazione volontaria del modello Open Access e degli impegni assunti, considerato una best practice a livello europeo e come tale riconosciuto dall'Unione Europea e dal Berec )l'organismo europeo che sovrintende alla regolamentazione)''. Telecom sottolinea quindi che presentera' ricorso al Tar, ''certa di poter dimostrare la corretteza dei proprio comportamenti nelle sedi giudiziarie competenti''. Nel merito poi, Telecom rileva che il modello Open Access, a partire dal 2008, e' ''sempre stato sottoposto ad accurati controlli e verifiche'' da parte dell'Agcom e dell'Organo di vigilanza che ''ne hanno sempre riconosciuto il buon funzionamento e la coerenza con gli obiettivi fissati in termini di parita' di condizioni di accesso alla rete Telecom a tutti gli operatori''. Telecom precisa che ''i numeri dimostrano l'inconsistenza della tesi dell'Antitrust: nei tre anni successivi all'introduzione del nuovo assetto si e' registrata la continua crescita delle quote di mercato degli operatori alternativi sia nell'accesso fisso voce sia nel broadband''. ''Parimenti tutti i parametri confermati dalle verifiche dell'Organo di Vigilanza - continua la nota di Telecom Italia - indicano che c'e' sempre stata piena parita' di trattamento nei confronti degli operatori sia in fase di attivazione dei servizi sia nell'assistenza tecnica. Nell'attivazione dei servizi si riscontra invece che il mancato accoglimento delle richieste e' spesso dovuto a richieste non corrette: infatti la percentuale di ordinativi rigettati oscilla tra meno del 10% per gli OLO che inviano richieste piu' corrette ad oltre il 60% per quelli che inviano richieste con piu' errori''. Nell'assistenza tecnica, l'assenza di qualsiasi comportamento discriminatorio e' confermata da tutti i dati certificati per il 2012 che indicano una totale parita' di trattamento tra le divisioni commerciali di Telecom Italia e gli operatori alternativi nei tempi medi di riparazione, nella percentuale di guasti riparati entro il secondo giorno, nella disponibilita' complessiva. ''Questi indicatori - conclude la nota - dimostrano che gli operatori alternativi hanno potuto beneficiare di prestazioni in linea, se non addirittura migliori, rispetto alle divisioni commerciali di Telecom Italia''.

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telecomantitrustaccesso rete
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