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Economia
Telecom, attesi ricavi in calo del 20,5% a 23,46 miliardi

L'appuntamento è per il 6 marzo quando il cda di Telecom Italia darà il via libera ai conti, anche se con tutta probabilità bisognerà aspettare la mattina successiva per conoscerli. Ma le case d'affari hanno ben chiaro che cosa uscirà dal bilancio.

Secondo quanto riportato da Radiocor, per gli analisti i ricavi si attesteranno a quota 23,462 miliardi, l'ebitda reported a 9,537 miliardi (ebitda margin al 40,6%),l'indebitamento netto a 27,050 miliardi di euro e il capex a 4,339 miliardi.

Secondo dunque il consensus di 12 case d'affari i ricavi registrano un calo del 20,47% rispetto ai 29,503 miliardi del 2012 (-1,5% rispetto al 2011, +0,5% in termini organici), l'ebitda del 18,1% (erano 11.645 milioni l'anno precedente), mentre l'indebitamento finanziario netto diminuisce di 1,224 miliardi rispetto ai 28,274 mld di fine 2012 (30.414 milioni al 31 dicembre 2011).

Per quanto riguarda il solo quarto trimestre, le stime indicano ricavi a 5,898 miliardi, un ebitda reported a 2,397 miliardi (ebitda margin al 40,6%) e un capex a 1,321 mld.

Intanto sullo scorporo della Rete interviene il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini. "Lo scorporo e' sempre stata una scelta che in primo luogo competeva a Telecom Italia, non competeva a noi. Noi non abbiamo mai posto delle condizioni o dei limiti a questa operazione. Certo, per raggiungere un accordo, bisogna trovare una soluzione che garantisca che le risorse messe eventualmente dal gruppo Cassa depositi e prestiti siano destinate alla Rete non ad altri scopi, quindi, non ad esempio ad alterare la concorrenza tra gli operatori sul terreno dell'offerta di servizi e contenuti digitali"

Per Bassanini "fin dall'inizio c'e' stata la nostra piena disponibilita' a concorrere a soluzioni in cui sia evidente che le risorse che venissero eventualmente dal nostro gruppo sono interamente destinate ad accelerare investimenti sulle infrastrutture di Rete". In secondo luogo, "la soluzione - ha spiegato ancora il presidente della Cdp - deve essere tale da garantire una assoluta uguaglianza nell'accesso alla infrastruttura e nel trattamento di tutti gli operatori. A queste condizioni noi siamo sempre disponibili a cercare delle soluzioni che vedano anche il nostro apporto di risorse finanziarie. Nel caso si raggiungesse un accordo - ha puntualizzato Bassanini - dovrebbe comprendere anche Metroweb perche' non avrebbe, naturalmente, senso che noi avessimo partecipazioni in due societa' delle infrastrutture in concorrenza tra loro".

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