di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
Prima Ford. Poi General Motors: doppietta di Tesla in una settimana. Sarà avrà raggiunto anzitempo l’obiettivo non dichiarato per il 2017, centrato solamente una settimana dopo aver superato l’altro colosso storico delle quattroruote di Detroit, Motor City, con più di 100 anni di storia. E che, dunque, in attesa dello sbarco sul mercato del suo modello di massa, il mercato inizia a credere al raggiungimento del target di 500 mila automobili nel 2018, nonostante i conti fatichino ancora a decollare. Sta di fatto che Tesla, la casa automobilistica americana di Elon Musk nata nella mitica Silicon Valley e che produce fuoriserie elettriche ad alte prestazioni, è il gruppo Usa delle quattroruote con la maggiore capitalizzazione di mercato.

La società ha infatti superato GM, raggiungendo un valore di 51,01 miliardi di dollari, contro i 50,89 miliardi dell’azienda di Detroit, ovvero oltre 100 milioni in più rispetto alla casa guidata da Mary Barra, la manager più pagata a Wall Street. A inizio seduta al New York Stock Exchange, il titolo ha centrato un sostanzioso rialzo del 3,2% a 312,32 dollari ad azione, mentre le azioni di GM sono salite soltanto dello 0,9% a quota 34 dollari. Tesla ha così una capitalizzazione di 51,01 miliardi di dollari contro quella da 50,89 miliardi dell’azienda guidata da Mary Barra. Ford vale invece in borsa 44,95 miliardi di dollari.
Tesla aveva iniziato a crescere dopo che all’inizio del mese aveva diffuso i numeri delle sue vendite: da gennaio a marzo ha messo sul mercato 25.000 veicoli. Gli analisti si attendevano 24.200 veicoli. Questo risultato rafforza la fiducia nel gruppo e nell’obiettivo di mettere in commercio 50.000 auto nel primo semestre di quest’anno. Questo anche se adesso tutti guardano a Model 3, la berlina da 35.000 dollari che potrebbe aprire a Tesla il mercato di massa. In questo momento il prezzo minimo per una Tesla, il cui business si basa soprattutto sulla produzione di batterie nella Gigafactory di Reno, in Nevada, è di 80.000 dollari.
La nuova Model 3, per costi e prestazioni, è in grado di competere alla pari con modelli di grande successo come le Bmw Serie 3 o le Mercedes Classe C e dovrebbe iniziare ad essere assemblata a giugno, ma Musk ha già fatto sapere di aver ordinato ai fornitori componenti per poter produrre “1.000 vetture alla settimana in luglio, 2.000 alla settimana in agosto e 4.000 alla settimana in settembre”.

Tesla, che al momento produce duemila vetture alla settimana tra il Model S e il Model X, intende poi aumentare il ritmo della produzione per toccare le 5.000 vetture prodotte a settimana entro la fine dell’anno e le 10 mila alla settimana entro la fine del 2018, quando dovranno essere state sfornate 430 mila Model 3. A quel punto la produzione totale di Tesla avrebbe raggiunto le 500 mila vetture l’anno. Un programma impegnativo, che richiederà solo nel primo semestre di quest’anno tra i 2 e i 2,5 miliardi di dollari di investimenti contro gli 1,3 miliardi spesi nell’intero 2016.
Il mercato scommette, quindi, sul visionario Musk che ha appena convinto anche i cinesi di Tencent ad entrare nell’azionariato di Tesla con il 5%, una quota pagata 1,8 miliardi di dollari. Colpisce tuttavia il confronto tra le previsioni finanziarie dell’esercizio in corso, con Gm che vede un utile di oltre 9 miliardi di dollari quest’anno, Ford che si aspetta un risultato netto adjusted di 6,3 miliardi, mentre per Tesla la stima è di una chiusura d’anno in rosso per 950 milioni. L’anno scorso Tesla ha anche acquistato SolarCity, gruppo che produce pannelli solari, allo stesso tempo il gruppo di Elon Musk produce batterie sia per le sue auto che le case.

