Dopo Eni anche Ip ha deciso di calmierare i prezzi dei carburanti. La notizia è stata annunciata ieri pomeriggio da Italiana Petroli, che da maggio è controllata dal gruppo statale azero Socar. Dunque, a poche ore dall’applicazione del tetto sulla rete Eni, un’altra major petrolifera segue l’appello del governo. Alle pompe Ip non ci sarà però – riporta Il Corriere della Sera – un price cap come nel caso di Eni, ma l’impegno a tenere i prezzi più bassi. “Socar — si legge in una nota del gruppo — ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia, con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete di distribuzione carburanti. Il valore del prezzo sarà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori.
Ma in Europa c’è già stato qualcosa di simile, si tratta del provvedimento adottato in Francia. Un esperimento che però rischia di trasformarsi in un autogol. Già dallo scorso aprile, infatti, il gruppo energetico Totalenergies ha annunciato un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina (2,25 euro al litro per il diesel), ben al di sotto della media nazionale di circa 2,15 euro al litro e fino a quasi 2,50 euro in alcune zone, compresa Parigi. La misura, applicata a intermittenza negli ultimi cinque mesi, – prosegue Il Corriere – è già costata all’azienda tra 250 e 300 milioni di euro (anche se ha aumentato gli utili). L’aumento dei prezzi dei carburanti ha comunque alimentato appelli a scendere in piazza, che ricordano il movimento dei gilet gialli del 2018.


