Thyssenkrupp chiude il secondo trimestre con un risultato operativo rettificato di 183 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e rivede leggermente al rialzo le previsioni per l’intero esercizio. A sostenere i risultati è stato soprattutto il comparto siderurgico, a lungo considerato uno dei principali punti deboli del gruppo tedesco. La divisione continua infatti a confrontarsi con la concorrenza asiatica e con gli elevati costi dell’energia in Germania, ma nel trimestre ha fornito un contributo positivo alla performance complessiva.
Alla luce dei risultati, Thyssenkrupp prevede ora per l’intero esercizio un risultato operativo compreso tra 600 e 900 milioni di euro, rispetto alla precedente forchetta di 500-900 milioni. Migliora anche la previsione sulla perdita netta, ora stimata tra 400 e 700 milioni di euro, contro i 400-800 milioni indicati in precedenza.
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Sul fronte dei ricavi, il gruppo ha registrato un aumento dell’8% annuo, a 8,8 miliardi di euro, un dato tuttavia leggermente inferiore alle attese degli analisti. Più debole invece l’andamento degli ordini, che sono diminuiti del 24% a 7,7 miliardi di euro. Thyssenkrupp attribuisce il calo soprattutto al confronto con il dato eccezionalmente elevato registrato nello stesso periodo dello scorso anno dalla divisione navale. Il risultato non indica quindi necessariamente un deterioramento generalizzato della domanda, ma riflette in parte l’effetto della forte base di confronto. Parallelamente, il gruppo continua a portare avanti un importante programma di ristrutturazione e contenimento dei costi. Il piano prevede, entro il 2030, una riduzione di oltre un terzo dell’organico, nell’ambito della trasformazione industriale avviata dal colosso tedesco.

