Tim: conti in linea con attese, pesa Golden Power
Sul primo trimestre di Tim pesa la presunta infrazione della Golden Power, ma arriva anche un rinnovamento forte della governance e la fine della direzione e coordinamento da parte di Vivendi, dopo l’assemblea di inizio maggio. E’ quanto e’ emerso dal Cda del gruppo. I conti sono in linea con le previsioni: ricavi per 4,7 miliardi (-1,6% e +2,7% su base organica), l’indice di profittabilita’ ebitda a 1,9 miliardi (-4,9% ma -1,8% su base organica). Un segno negativo che “sconta l’effetto degli oneri operativi non ricorrenti pari a 95 milioni di euro, principalmente connessi all’accantonamento a copertura della sanzione da 74,3 milioni” per violazione del Golden Power peraltro “gia’ contestata da Tim e per la quale a breve presentera’ ricorso”, si legge nel comunicato dell’azienda.
Sul fronte dei ricavi, Tim ha chiuso il primo trimestre dell’anno con 4,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto ai primi tre mesi del 2017 e un utile di gruppo a 250 milioni di euro in progressione del 25% rispetto al primo trimestre del 2017. Al positivo andamento della Business Unit Domestic (+62 milioni di euro) si e’ contrapposta la riduzione della Business Unit Brasile (-144 milioni di euro) per l’effetto negativo del cambio (-191 milioni) senza il quale la crescita sarebbe stata pari a 47 milioni di euro”. Il Cda ha anche preso atto che “risultano venute meno le ragioni per considerare Vivendi soggetto esercente attivita’ di direzione e coordinamento su Tim” e ha creato un nuovo comitato, specializzato nell’istruttoria e nel monitoraggio dei rapporti con parti correlate che sara’ presieduto da Lucia Morselli, e di cui faranno parte Giuseppina Capaldo, Maria Elena Cappello e Dante Roscini. L’interim di responsabile della funzione acquisti passa dal contestato Michel Sibony all’ad Amos Genish mentre del comitato strategico fanno parte Fulvio Conti, Genish, Luigi Gubitosi, Arnaud De Puyfontaine, Massimo Ferrari e Rocco Sabelli. “La composizione dei Comitati, le determinazioni relative alla Corporate Governance e il risparmio identificato nei compensi dei Consiglieri sono la certificazione del percorso avviato da questo Cda verso la trasformazione di Tim in una public company focalizzata nel conseguire i risultati promessi al mercato”, ha commentato Fulvio Conti.

