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Tim incassa 1 miliardo dallo Stato e raggiunge i massimi in Borsa. In arrivo 350 milioni agli azionisti

Anche il titolo Poste, oltre a quello Tim, è salito ed è ai massimi di sempre dal collocamento in Borsa nel 2015, a 27,3 euro ad azione. 

Tim incassa 1 miliardo dallo Stato e raggiunge i massimi in Borsa. In arrivo 350 milioni agli azionisti

Tim incassa 1 miliardo dallo Stato e raggiunge i massimi in Borsa

Nuovi massimi in Borsa per Tim a 0,77 euro per azione. La società ha finalmente incassato, proprio oggi, il rimborso relativo al canone concessorio 1998, pari a un importo di poco superiore a 1 miliardo di euro. Il pagamento fa seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che, lo scorso dicembre, ha confermato in via definitiva la restituzione, chiudendo così un contenzioso con lo Stato italiano durato oltre 20 anni.

L’importo incassato include il canone originario, pari a oltre 500 milioni di euro, più la rivalutazione monetaria e gli interessi maturati. Come già comunicato al mercato in occasione della pubblicazione dei risultati 2025, l’importo, di natura non ricorrente, è stato interamente contabilizzato già nel 2025. L’incasso determina invece un effetto netto positivo sulla posizione finanziaria dell’esercizio in corso. Il dato è comunque già incluso nelle previsioni finanziarie per il 2026 e sarà di poco inferiore a 1 miliardo di euro.

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Intanto Intermonte conferma il rating buy sui titoli. L’azienda effettuerà il 15 giugno il raggruppamento azionario nel rapporto di una nuova azione ogni dieci esistenti, lasciando invariato il capitale. Il 12 giugno sarà l’ultimo giorno di negoziazione del titolo ante raggruppamento. E dunque il nuovo titolo Tim varrà circa 7,5 euro ad azione.

“Il raggruppamento già annunciato nelle scorse settimane è neutrale sulla struttura del capitale e sulla valutazione della società – spiega Intermonte – L’effetto è puramente tecnico, portando a un superamento della percezione di penny stock e ad un contenimento della volatilità giornaliera sul titolo”. 

Ma per vedere altri benefici sulla quotazione gli analisti puntano sui fondamentali e sull’evoluzione dell’Opas di Poste che sta per entrare nel vivo con l’assemblea degli azionisti (di Poste), che dovrà approvare l’operazione, prevista per il 18 giugno prossimo. Questo appuntamento sarà seguito da un aggiornamento strategico con i risultati del 1 semestre il 24 luglio.

Mentre il 29 luglio sarà il turno di Tim per il piano e la presentazione dei conti. La società ha confermato il programma di riacquisto azioni proprie con l’obiettivo di remunerare gli azionisti pari a circa il 50% del valore atteso per la cessione di Sparkle, al Mef e a Retelit, che è intorno ai 700 milioni.

L’ad di Tim Pietro Labriola ha spiegato che il ritardo della cessione è causato dall’attesa per il via libera della Fcc, l’autorità statunitense che si occupa di telecomunicazioni, dato che Sparkle opera con i suoi cavi sottomarini per le tlc in tutto il mondo. Quanto all’Opas di Poste che punta ad acquisire il 66,67% della società, la parola andrà al mercato. Anche il titolo Poste, oltre a quello Tim, è salito ed è ai massimi di sempre dal collocamento in Borsa nel 2015, a 27,3 euro ad azione.