Il consorzio guidato dal Tesoro italiano rimane determinato ad acquisire Sparkle, ossia la divisione cavi sottomarini di Telecom Italia. Lo ha comunicato la stessa Telecom Italia dopo la scadenza del termine per la chiusura dell’operazione, in attesa dell’approvazione richiesta dalle autorità di regolamentazione statunitensi. Il consorzio fumato dal Mef al 70% e da Retelit (30%), operatore di fibra ottica controllato dal fondo spagnolo Asterion, lo scorso anno aveva concordato di acquistare Sparkle, la divisione di cavi sottomarini di Tim per 700 milioni di euro.
La chiusura dell’operazione, inizialmente prevista entro la fine del 2025, ha subito ripetuti ritardi a causa della mancata autorizzazione da parte delle Autorità Usa, con l’ultima proroga che fissava al 15 ottobre il termine per il completamento. “Le parti stanno proseguendo discussioni costruttive con l’obiettivo di portare a termine con successo l’operazione e hanno concordato di riunirsi nuovamente per fornire un aggiornamento entro il 20 novembre”, ha spiegato Tim in un comunicato.
L’Italia considera Sparkle un bene di importanza strategica per il Paese, vista la sua rete di cavi che è pari a 600mila chilometri che trasmette dati in Europa, nel Mediterraneo e nelle Americhe. La vendita di Sparkle rientrava in un più ampio programma di cessione di attività da parte di Tim, che ha venduto la propria rete di telefonia fissa a un consorzio guidato dal fondo statunitense Kkr e di cui fa parte anche il Tesoro italiano, per 19 miliardi di euro, per ridurre l’indebitamento. L’ex monopolista delle telecomunicazioni dopo che ha ridotto il debito è tornata sotto il controllo dello Stato a seguito dell’acquisizione da parte di Poste Italiane.
LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


