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Tim, chiusa la prima fase dell’Opas: Poste sale al 66,6%, ora l’integrazione. Labriola: “Persone e competenze saranno centrali”

Poste acquisisce il controllo di Tim dopo la prima fase dell’Opas. Dal 21 al 25 settembre la seconda finestra dell’offerta

Tim, chiusa la prima fase dell’Opas: Poste sale al 66,6%, ora l’integrazione. Labriola: “Persone e competenze saranno centrali”
TIM, Labriola AD

Poste Italiane ha raggiunto il 66,627% di Tim e ne ha acquisito il controllo azionario. Pietro Labriola rivendica il risanamento compiuto negli ultimi quattro anni e indica nell’integrazione tra i due gruppi la possibilità di costruire un progetto industriale capace di competere anche fuori dall’Italia.

Labriola rassicura i dipendenti: integrazione con Poste, ma Tim non perderà identità e competenze

Poste Italiane controlla Tim. La prima fase dell’Opas si è chiusa con il gruppo guidato da Matteo Del Fante al 66,627% del capitale dell’ex monopolista delle telecomunicazioni. La seconda fase dell’offerta si aprirà il 21 settembre e terminerà il 25 settembre, ma il passaggio societario è già definito: Poste ha acquisito il controllo azionario e ora il lavoro si sposta sull’integrazione tra le due aziende.

L’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola ha ricordato che negli ultimi quattro anni, il percorso di risanamento è stato portato avanti con un obiettivo molto semplice, rendere Tim nuovamente solida, credibile e capace di crescere: “Oggi i risultati di quel lavoro sono davanti a noi. Le parole utilizzate in questi giorni dai vertici di Poste riconoscono il valore di questo percorso e soprattutto aprono una prospettiva nuova. Quella che solo pochi anni fa sarebbe sembrata un’operazione ‘inimmaginabile’ viene oggi descritta come un progetto industriale congiunto, ambizioso e strategico per il Paese, capace di competere anche a livello internazionale”.

Il passaggio sotto il controllo di Poste apre inevitabilmente interrogativi su organizzazione, attività e personale. Labriola prova a rassicurare l’azienda partendo dagli asset che Tim porta nell’operazione. “L’ingresso in una nuova fase non cancella ciò che Tim è. Al contrario, mette ancora più al centro ciò che abbiamo costruito: le nostre competenze tecnologiche, le infrastrutture, la capacità commerciale, la relazione con milioni di clienti e, soprattutto, la qualità delle nostre persone”. Per il ceo, i due gruppi dispongono di asset e competenze “differenti e fortemente complementari”. L’obiettivo è sfruttare le dimensioni raggiunte dall’aggregazione: “La dimensione conta – aggiunge – La prospettiva che abbiamo davanti può darci proprio questo, mettendo insieme due grandi aziende italiane e costruendo un progetto industriale capace di guardare oltre i rispettivi confini”.

Labriola insiste soprattutto sul ruolo dei lavoratori nella nuova organizzazione. “Le persone e le competenze di Tim sono e saranno centrali. Perché le tecnologie si possono acquistare, gli asset si possono integrare, ma competenza, esperienza e capacità di esecuzione si costruiscono nel tempo. Ed è questo uno dei patrimoni più importanti che portiamo nella nuova fase”.

Uilfpc promuove l’operazione e chiede garanzie su investimenti e lavoro

Anche la Uilfpc Uil valuta positivamente l’esito della prima fase dell’Opas. Il segretario generale Salvo Ugliarolo collega l’ingresso di Poste alla necessità di dare a Tim una prospettiva industriale dopo anni di incertezza: “Siamo soddisfatti del risultato ottenuto dall’Opas lanciata da Poste Italiane su Tim. È un passaggio importante, che può finalmente contribuire a dare una vera prospettiva industriale a un grande gruppo che da troppo tempo vive in una condizione di incertezza. Un passaggio che ha visto il mercato premiare il progetto di integrazione tra queste due realtà.TIM, anche dopo la separazione della rete, ha continuato a confrontarsi con difficoltà e con l’assenza di una prospettiva chiara sul proprio futuro. Un progetto, quello della separazione, che di fatto non ha risolto i problemi di sostenibilità, al punto da portare Poste Italiane a scegliere di acquisire ciò che è rimasto dell’ex monopolista”.

Il sindacato attribuisce a Poste la responsabilità di trasformare l’acquisizione in un piano industriale. “In questo quadro, va riconosciuto a Poste Italiane il merito di aver avuto il coraggio e la visione di investire in un’operazione complessa e strategica, assumendosi la responsabilità di costruire una prospettiva nuova per Tim e per l’intero settore delle telecomunicazioni. Poste rappresenta una realtà solida, radicata nel Paese e dotata di competenze industriali e finanziarie che possono contribuire in modo decisivo al rilancio del gruppo.Oggi si apre quindi la possibilità di costruire un progetto industriale ambizioso, capace di valorizzare le competenze, le professionalità e gli asset di Tim e di rafforzarne il ruolo strategico, mettendo a sistema le potenzialità di entrambe le aziende”.

Per Uilfpc, il prossimo confronto dovrà riguardare investimenti, sviluppo e occupazione, con il coinvolgimento dei lavoratori. “Riteniamo particolarmente importante che questa operazione non venga letta soltanto in una logica finanziaria, ma come l’opportunità di creare una realtà industriale forte, competitiva e strategica per il Paese. Le telecomunicazioni, le infrastrutture digitali e i servizi avanzati rappresentano infatti un patrimonio fondamentale per la crescita e la sicurezza economica dell’Italia. Ora ci aspettiamo che, con il consolidarsi dell’operazione, si apra una fase nuova, nella quale Poste definisca insieme alle parti sociali un progetto industriale chiaro, garantendo investimenti, sviluppo, occupazione e valorizzazione delle professionalità. Sarà fondamentale accompagnare l’integrazione con attenzione, trasparenza e pieno coinvolgimento dei lavoratori.Dopo anni di incertezza, Tim ha finalmente l’opportunità di guardare al futuro con una prospettiva più chiara. È questa la direzione che, come organizzazione sindacale, vogliamo accompagnare e sostenere, nell’interesse dei lavoratori, di Tim, di Poste Italiane e del sistema Paese”.

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