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Tim-Poste Italiane, nel prospetto sull’Opas si punta a delisting e crescita: 200 milioni in sinergie entro 3 anni

Tim-Poste, il prospetto sull’Opas: in merito alla condizione soglia viene confermata la rinunciabilità

Tim-Poste Italiane, nel prospetto sull’Opas si punta a delisting e crescita: 200 milioni in sinergie entro 3 anni

Tim-Poste, il prospetto sull’Opas: in merito alla condizione soglia viene confermata la rinunciabilità

“In caso di perfezionamento dell’offerta l’offerente ha l’obiettivo, tra l’altro, di addivenire al delisting di Tim favorendo gli obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e di crescita del gruppo Poste“. E’ quanto si legge nel prospetto sull’Opas di Poste Italiane su Tim, approvato da Consob. “Fermo restando – si legge – che l’offerente, alla data del documento di offerta, non ha assunto alcuna decisione in merito a eventuali future operazioni straordinarie relative all’emittente”.

Nel documento, inoltre, in merito alla condizione soglia (il 66,67% del capitale sociale di Tim) viene confermata la rinunciabilità.

Poste Italiane individua poi “un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari almeno a 0,7 miliardi annui a regime, di cui 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo incluse le efficienze conseguibili sugli attuali livelli del costo di finanziamento dell’emittente e grazie all’ottimizzazione della struttura di capitale di quest’ultima”.

“Le sinergie di ricavo sono state stimate in un ammontare superiore a 0,2 miliardi. – si legge ancora – Ci si attende che le sinergie di ricavo siano realizzate entro tre anni dal completamento dell’offerta. Ci si attende che le sinergie di costo siano realizzate entro due anni dal completamento dell’offerta”.

Nel prospetto approvato dalla Consob si afferma anche che Poste non in grado di valutare ora modifiche a governance né sono state individuate specifiche modifiche o variazioni da apportare allo statuto sociale “in quanto le uniche informazioni attualmente disponibili sono quelle di dominio pubblico” né è stata “individuata alcuna specifica modifica o variazione da apportare al testo vigente dello statuto sociale di Tim, fatta eccezione per le modifiche che si rendessero necessarie a seguito dell’eventuale delisting delle azioni per adattarlo a quello di una società non quotata”. 

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