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Economia
Tim, zero ingegneri tlc nel Cda. La stanza dei bottoni ai raggi X

Più in generale, c’è da definire un’evoluzione dei servizi offerti da Tim e un miglioramento dell’architettura di rete. Due temi su cui Lombardi sembra avere le idee piuttosto chiare: "Bisogna favorire lo sviluppo di nuove feature per la clientela.  In particolare penso ai servizi applicativi, come video streaming per eventi live ad alta risoluzione -4K e 8K-, gaming, e-learning, realtà aumentata a 360 gradi.

Il miglioramento della qualità è necessario per la monetizzazione delle reti Ultra Broad Band, per migliorare il posizionamento commerciale di Tim e si ottiene con piattaforme Edge Cloud Computing inserite “vicino” ai clienti, in particolare nei POP di accesso della rete fissa e nei siti di aggregazione delle stazioni radio base del mobile. E l’evoluzione dell’architettura della rete è la pre-condizione per poter migliorare la qualità dei servizi. I principali sviluppi dovrebbero prevedere, oltre all’inserimento in tempi brevi di piattaforme Edge Cloud Computing (ECC), anche lo sviluppo del Cloud RAN. Sia ECC che Cloud RAN, oltre a migliorare la qualità dei servizi, consentono, in molti casi, di ridurre i costi della rete".

Ma torniamo alla futura composizione del cda. Il tema del conflitto d’interesse non è ovviamente riferito esclusivamente alla figura di Gorno Tempini. Durante la conference call, infatti, è stato annunciato un accordo strategico con Dazn per la veicolazione dei contenuti sportivi della piattaforma tramite Tim. Quando si tratterà di votare su questioni che riguardano la stessa Dazn, come si comporteranno i membri espressione di Vivendi? Pare ormai assodato, infatti, che anche Mediaset parteciperà alla gara per l’attribuzione dei diritti tv del calcio per il periodo 2021-2024. E i consiglieri “in quota” Bollorè per chi faranno il tifo?

Tra l’altro, De Puyfontaine ha ancora in ballo la parte penale del contenzioso tra Vivendi e Mediaset in cui, insieme a Vincent Bollorè, è indagato per aggiotaggio. La risoluzione in sede civile della vicenda sembra abbastanza scontata a favore di Mediaset, ma bisognerà vedere il quantum e capire come questo si riverbererà su Tim e sulle scelte strategiche che dovrà compiere. 

Ancora sulle nomine: si conferma, dopo Alfredo Altavilla, la predilezione del board di Telecom per i manager dell’automotive. Ma Luca De Meo, in questo momento, si trova oberato nel tentativo di riuscire a rimediare ai cataclismi che il Covid ha portato nel settore delle quattroruote. Il 2020 di Renault si è chiuso con perdite per 8 miliardi: davvero non c’erano nomi meno “impegnati” da spendere in questo momento?

Come detto, la lista di minoranza dovrebbe essere espressione di Assogestioni. Ma prima o poi verrà anche il turno dei piccoli azionisti. "Asati ha 6.500 iscritti – ci racconta Lombardi - e rappresenta con azionisti esterni e dipendenti circa l’1,7% del capitale della società, ha quindi ancora un basso valore del capitale per far eleggere un suo rappresentante in assemblea, ma siamo convinti che Tim nei prossimi anni farà altri piani azionari  per i dipendenti e questo dovrebbe consentire ad Asati di raggiungere il 4% del capitale e di avere un rappresentante nel Cda. Da anni auspichiamo che Tim diventi una public company, ma oggi ha solo due grandi azionisti. Lo diventerà quando anche i piccoli azionisti avranno un loro rappresentante".

Infine, una notazione “accademica”. Scorrendo i nomi proposti, sembra mancare la figura degli ingegneri delle telecomunicazioni. Forse sarebbe il caso di iniziare a trovare un posto giusto per i “tecnici” non soltanto a Palazzo Chigi, ma anche nei cda che contano per il futuro del Paese, soprattutto se si pensa all’investimento emotivo che dovrà essere profuso in materia di digitalizzazione con il Pnrr

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