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Tlc, Tim regina d’Italia. Spagna, UK e Italia guidano la ripresa. I DATI

Tlc in ripresa, ricavi in lieve crescita. Tim primo operatore d’Italia

Tlc: vale 1,9% Pil, settore in calo dal 2012, in ripresa nel 2016

 

Negli ultimi cinque anni, in linea con quasi tutti i principali comparti dell’economia italiana, il settore delle telecomunicazioni ha subito un generale ridimensionamento, manifestando pero’ nel 2016 dei segnali di ripresa. E’ quanto emerge dal tradizionale studio condotto da R&S Mediobanca che ha analizzato le dinamiche dei maggiori gruppi europei e italiani negli anni 2012-2016 e nei primi 9 mesi dello scorso anno. Ebbene, nel 2016, per la prima volta nell’ultimo quinquennio, i ricavi del comparto sono cresciuti dello 0,2% rispetto all’anno precedente, attestandosi a quota 31,9 miliardi, anche se questo valore resta lontano dai valori del 2012 (-17,5%). Nel complesso, nel 2016 il settore delle telecomunicazioni ha rappresentato in Italia l’1,9% del Pil, il 2,6% delle spese delle famiglie e il 5,3% degli investimenti complessivi. Nel 2016, prosegue il rapporto degli studiosi di Piazzetta Cuccia, il fatturato della rete mobile torna a prevalere con una quota pari a 16,1 miliardi di euro, in crescita del 2,4% sul 2015, mentre continua la flessione di quello da rete fissa, pari a 15,8 miliardi (-2%).

 

Tlc: Tim regina d’Italia, nel 2016 top in Europa per investimenti

 

Tim si conferma il primo operatore d’Italia nel settore delle telecomunicazioni, con ricavi pari nel 2016 a 18,7 miliardi di euro, seguita da Wind Tre con 6,3 miliardi su base omogenea e da Vodafone Italia (6,2 miliardi). Allargando pero’ lo sguardo al periodo 2012-2016, quello esaminato dagli studiosi di R&S Mediobanca, Tim e’ anche il gruppo che nel quinquennio ha registrato la maggiore contrazione del fatturato (-26,9%), seguito da Vodafone Italia (-19,2%) e Wind Tre Italia (-16,8% su base omogenea). A livello europeo, invece, il ‘big’ del comparto e’ la tedesca Deutsche Telekom con 73,1 miliardi (+5,6% sul 2015 e +25,7% rispetto al 2012), seguita da Telefonica (52 miliardi, -5,2% rispetto al 2015 e -16,6% sul 2012), con Tim che si piazza solamente al settimo posto. Il principale gruppo delle tlc in Italia, pero’, a livello continentale si colloca al primo posto per investimenti industriali, riportando nel 2016 il miglior indicatore nel ‘Vecchio continente’ (26,1% del fatturato), meglio di Deutsche Telekom (22,3%), della norvegese Telenor (21,5%) e di Orange (21%). (AGI) (AGI) – Milano, 14 mar. – Buon risultato per Tim a livello europeo anche per quanto riguarda la redditivita’, condividendo con Telenor il gradino piu’ alto del podio con un margine operativo netto pari al 20,1% del fatturato. Tornando invece all’Italia, nei 5 anni monitorati dai ricercatori del R&S di Mediobanca, Fastweb e’ risultata l’unica societa’ in crescita in questi 5 anni (+5,6% sul 2012, e ricavi 2016 in crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente). Sul fronte degli investimenti, inoltre, le telco italiane hanno investito complessivamente 6,9 miliardi di euro nel 2016, pari al 5,3% degli investimenti complessivi (in calo dal 6% nel 2015). Di questi 4,4 miliardi riguardano la telefonia fissa (+6,4% sul 2015) e 2,5 miliardi il mobile (-20,6% a fronte del sostanziale completamento della rete 4G).

 

Tlc: Italia al top in Europa per telefonia mobile, indietro su 4G

 

L’Italia, al 30 giugno scorso, si colloca al vertice in Europa per numero di clienti della rete mobile con 98,9 milioni, in crescita dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2016, per un tasso di penetrazione di fonia mobile pari al 144%, il piu’ ampio del ‘Vecchio continente’. Allo stesso tempo, pero’, il nostro paese risente di una modesta penetrazione del 4G per la trasmissione dati su rete mobile (26% delle sottoscrizioni complessive) e una bassa diffusione di linee fisse con 34 connessioni ogni 100 abitanti rispetto alle 61 per il Regno Unito. E’ quanto emerge dallo studio condotto da R&S Mediobanca che ha analizzato le dinamiche dei maggiori gruppi europei e italiani negli anni 2012-2016 e nei primi 9 mesi del 2017. Non risulta particolarmente elevata (72% contro il 92% del Regno Unito e l’81% in Germania) anche la copertura broadband in modalita’ superveloce (superiore a 30 Mbit al secondo).