Trasporto pubblico non di linea – Muoviti Italia chiede una riforma per colmare il divario tra domanda e offerta
Muoviti Italia, la coalizione che promuove una mobilità più efficiente, sostenibile e orientata ai bisogni degli utenti attraverso analisi, dati e proposte di policy, è intervenuta in audizione presso la IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico non di linea.
Nel corso dell’audizione è stato ascoltato il portavoce della coalizione Andrea Giuricin, che ha illustrato evidenze e analisi sulle principali criticità del settore, contribuendo al dibattito sulla necessità di un aggiornamento del quadro normativo: “L’audizione di oggi conferma la necessità urgente di aggiornare il quadro normativo del trasporto pubblico non di linea. I dati mostrano chiaramente un disallineamento tra domanda e offerta che penalizza cittadini e sistema economico. È fondamentale adottare un approccio pragmatico, basato su evidenze e orientato all’innovazione, per costruire un sistema più efficiente, integrato e capace di rispondere alle reali esigenze di mobilità del Paese”.
Al centro del confronto è emersa la forte crescita della domanda di mobilità, sostenuta dall’aumento dei flussi turistici e del traffico aereo, a fronte di un’offerta rimasta sostanzialmente invariata nel tempo. Questo squilibrio genera effetti concreti per i cittadini, tra cui tempi di attesa elevati e un numero significativo di richieste di servizio inevase nelle principali aree urbane: a Roma si stimano circa 4 milioni di richieste annue non soddisfatte (oltre il 30%), mentre a Milano circa 500.000 richieste al mese non trovano risposta.
Le analisi richiamate durante l’audizione – in linea anche con le valutazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – evidenziano inoltre come, rispetto ad altre realtà europee, l’Italia presenti una disponibilità di servizi inferiore, a conferma di una carenza strutturale dell’offerta.
Muoviti Italia ha ribadito che la tutela dell’impianto della legge n. 21/1992 non può tradursi in una sua cristallizzazione, ma deve accompagnarsi a un aggiornamento coerente con l’evoluzione della domanda, delle tecnologie e dei modelli di mobilità. In questo senso, risulta necessario un sistema regolatorio più moderno e proporzionato, in linea con gli orientamenti della Corte Costituzionale e delle Autorità indipendenti.
Tra le principali direttrici di intervento indicate: maggiore integrazione e complementarietà tra taxi e NCC, coordinamento sovracomunale, anche a livello regionale, governance basata sui dati, anche attraverso strumenti come il registro RENT e sviluppo di modelli innovativi, tra cui il demand-responsive transport.
Le proposte di legge attualmente in discussione rappresentano un primo passo nella direzione di una riforma del settore, in particolare per il rafforzamento del coordinamento sovracomunale. Tuttavia, permane l’opportunità di interventi ulteriori per superare la frammentazione regolatoria, introdurre strumenti più flessibili per adeguare l’offerta alla domanda e rimuovere vincoli operativi non più coerenti con l’evoluzione del mercato.

