Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Medio Oriente, Trump gongola, l’Iran brinda, l’Europa festeggia: ma che film stanno guardando?

Medio Oriente, Trump gongola, l’Iran brinda, l’Europa festeggia: ma che film stanno guardando?

Gli unici che possono dirsi vincitori sono proprio gli iraniani, mentre il presidente Usa è troppo impegnato a innaffiare il suo ego. E il Vecchio Continente si incarta

Medio Oriente, Trump gongola, l’Iran brinda, l’Europa festeggia: ma che film stanno guardando?

Il commento

La definizione di vittoria di Pirro è la perfetta metafora per raccontare quanto successo nel weekend. Donald Trump annuncia che “il petrolio può tornare a scorrere” dopo una firma online di un accordo che sostanzialmente non fa altro che riportare le lancette del tempo indietro a febbraio, prima dell’immotivato attacco israelo-americano contro l’Iran. Anche perché le buone notizie sono tutte per gli iraniani, che discuteranno in un secondo momento dell’eventuale smantellamento del programma nucleare (hanno 60 giorni di tempo, ma si sa che con Donald anche lo scorrere dei minuti rientra nell’ampio concetto di relativismo); si faranno pagare per il passaggio delle navi da Hormuz, mentre prima questo era totalmente gratuito (bel colpo Donald!). E soprattutto non piegano la testa su nessuno dei punti cardine discussi all’inizio.

LEGGI ANCHE: Hormuz, la sicurezza dello Stretto vitale per l’Alaska rurale. Così il Grande Nord diventa l’ennesima vittima di Iran-Usa

Di più: si consuma una inedita rottura tra Trump e Israele, un unicum nella storia recente della regione. Certo, Benjamin Netanyahu ha mostrato, una volta di più, di avere il grilletto facile e di dover mantenere quella sensazione di allarme perenne per evitare che il popolo israeliano (che poco ha a che vedere con Bibi e gli improvvidi ministri del suo governo) si sollevi e chieda nuove elezioni. L’Europa, nel mentre, invia un messaggio notturno con cui celebra la sua marginalità. Parla di “Memorandum” e non di accordo perché capisce che l’equilibrio è talmente precario che tanto vale evitare di sbilanciarsi.

Ora probabilmente interverrà per sminare Hormuz, l’Europa ormai schiacciata tra i vari poli di questo mondo sempre più veloce e violento, una sorta di ritorno al passato e al Medioevo che tanto contribuì alle Arti ma che vide ammassarsi – tra guerre, carestie e pestilenze – milioni di morti nel breve volgere di qualche anno. C’è la crisi e il Vecchio Continente non ha nulla da mettersi: come potrebbe difendersi se Trump ritirasse gli Usa dalla Nato come ha minacciato di fare? E se la Cina decidesse di iniziare – e lo farà, prima o poi – la sua campagna di espansione, da che parte ci schiereremo?

Siamo pronti al ritorno di una nuova Guerra Fredda con un’economia, diversamente dagli anni ’50 e ’60 che ristagna, con salari sempre più bassi e impoveriti dall’inflazione terribile di questo ultimo quinquennio? La verità è che abbiamo portato avanti un modello di sviluppo “gentile” che ora si ritrova col cerino in mano. Mala tempora currunt, sed peiora parabunt.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ESTERI