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Economia
Ubi Banca raduna fintech e startup: come cambia il sistema finanziario

UBI Banca raduna fintech e startup che stanno contribuendo al cambiamento del mondo bancario puntando sull’innovazione tecnologica.

Al centro dell’incontro organizzato in collaborazione con Fintastico, il portale dedicato alle informazioni sulle novità della galassia fintech, l’analisi dell’evoluzione dei modelli di servizio, gli effetti della regolamentazione PSD2 e il ruolo dei nuovi attori, potenziali competitor delle banche più tradizionali.

L’istituto di credito lavora costantemente per cogliere tutti i cambiamenti in atto nel sistema finanziario in modo da fornire le migliori risposte alle esigenze della clientela. Per questo UBI Banca sta consolidando la collaborazione con l’ecosistema delle fintech, sviluppando un network di contatti con acceleratori, incubatori e broker dell’innovazione a livello internazionale.

Con la consapevolezza che il futuro dei diversi istituti sarà legato anche alle scelte tecnologiche che effettueranno, la Banca, dal 2016 a oggi, ha investito 164 milioni in innovazione tecnologica, oltre ad aver stanziato 13 milioni per investimenti in sicurezza informatica nel quadriennio 2016-2019.

Inoltre, il Piano Industriale 2019/2020 ha previsto una spesa di 240 milioni per il rinnovamento delle filiali, considerando anche lo sviluppo delle tecnologie.

Frederik Geertman, Vice Direttore Generale e Chief Commercial Officer di UBI Banca, ha dichiarato ad Affaritaliani.it: "A Ubi Banca piace pensare di essere innovatrice, cerca di esserlo concretamente dando nuovi servizi ai clienti e cerca di esserlo anche in tutta la parte tecnologica, la parte che si vede meno e che sta dietro alla banca che il cliente percepisce, collaborando con alcuni degli attori che abbiamo invitato oggi a questo convegno e che ci aiutano a innovare tecnologicamente e a fornire servizi sempre più innovativi ai clienti”. Rispetto al rapporto tra banche e fintech e alla domanda se tra queste vi sia competizione o collaborazione Geertman afferma: “Il quadro è sfumato: alcuni dei nuovi attori sono concorrenti. Ci sono banche online che qualche anno fa non esistevano e che oggi cercano di portarsi vi clienti. Altri sono da considerarsi partner che ci aiutano a fare meglio e a spendere meno. Il quadro è sfumato, quindi, e interessante. Si parla di coopetition, cioè cooperazione e competizione. Singoli attori possono essere in un campo concorrenti e in un altro partner. Oggi si dice che il cambiamento è positivo e quindi se si vogliono creare le condizioni per migliorare i servizi ai clienti bisogna essere disruptive. Questa componente di positività c’è; attenzione però alle retoriche semplicistiche. Noi cerchiamo di ragionare su che cosa interessa davvero al cliente. Al cliente lo sconquasso di per sé non interessa, vuole invece migliori sevizi a costi più bassi".

VIDEO - Geertman (Ubi Banca): "Tra banche e fintech: coopetition"

Carlo Panella, responsabile Divisione Banca Diretta e Digital Operations di Illimity, ha detto ad Affaritaliani.it: “Illimity è una banca di nuovo paradigma. Una banca che attinge da competenze esistenti e da sistemi nuovi per creare modelli di business innovativi. Illimity lavora su tre assi complementari tra loro: il mondo delle aziende dove eroga finanziamenti complessi; mondo NPL acquisendo portafogli e facendo servicing per questi portafogli; la divisione retail per privati e aziende fornendo canali di rapporto diretto (n.d.r. si veda ad esempio la community sul mondo retail “Vai oltre la forma” creata da Illimity per andare incontro alle esigenze dei clienti). Tra fintech e banche tradizionali – ha continuato Panella – Ci deve essere collaborazione e competizione. L’aspetto della collaborazione diventa più importante laddove si riesce a creare valore per il cliente. Noi lavoriamo molto con altri soggetti bancari nostri partner sia per ambiti di business sia per ambiti tecnologici, cosa che ci permette di essere sul mercato in modo più efficace”.

VIDEO - Panella (Illimity): "Illimity, banca di nuovo paradigma"

 “Come Nexi ci sentiamo la responsabilità e l’opportunità di essere un driver nell’innovazione sui pagamenti nel mercato italiano – ha detto Roberto Catanzaro, Responsabile Business Development NEXI -. Le opportunità sono molto chiare: digitalizzazione del sistema Paese, clienti che sempre più usano il cellulare anche per pagare, l’e-commerce che diventa sempre più presente, richiesta da parte di piccole e medie aziende di servizi digitali innovativi. Sicuramente il mercato diventa sempre più complesso, aumenta la pressione competitiva, gli investimenti necessari per competere sono più grandi e quindi richiedono grande capacità di individuare le opportunità a livello italiano e internazionale, notiamo anche una maggiore complessità regolatoria. Nexi sta investendo per portare innovazione concreta alle banche partner. Secondo noi le sfide principali sono: mondo dei millennials, digitalizzazione dell’accensione dei pagamenti verso le piccole e medie imprese, open banking e opportunità dei servizi ad esso collegati e più in generale pagamenti invisibili e mondo e-commerce. Ci deve essere e ci sarà sempre più collaborazione. Noi siamo a metà tra questi due mondi. Serviamo 150 banche, collaboriamo con tante fintech e ci sentiamo una paytech con l’agilità delle fintech e la struttura delle banche. Collaborazione sì, ma a patto che le fintech abbiano idee buone perché non abbiamo più la possibilità di fare innovazione per fare innovazione. Dobbiamo fare innovazione rilevante per i nostri clienti.

VIDEO - Catanzaro (Nexi): "Ecco il futuro dei pagamenti digitali"

Inoltre, l’evento è stato occasione per presentare alcune startup fintech protagoniste del cambiamento: Domec, “collaborative fintech” italiana specializzata in pagamenti innovativi e loyalty; Raisin, la fintech europea leader nei depositi; Qonto, la neo-banca per imprese e professionisti numero 1 in Europa.
 

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