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Ubi Banca, 31 indagati. Chiesto il processo per Bazoli e Messiah

Ubi, chiesto il processo per Bazoli & company. Gli imputati sono 31, tra loro anche l’ad Massiah e il presidente Moltrasio

Ubi Banca: chiesto rinvio a giudizio per Bazoli e Messiah Una trentina di indagati fra cui Francesca Bazoli, Emilio Zanetti

In relazione all’inchiesta sui vertici di Ubi Banca la procura di Bergamo ha chiesto il rinvio a giudizio di una trentina di persone. Fra gli indagati ci sono i banchieri Giovanni Bazoli, la figlia Francesca, l’Ad Victor Massiah ed Emilio Zanetti, accusati fra l’altro di ostacolo alle autorità di vigilanza. In particolare secondo la procura la gestione della banca e le nomine dei vertici avveniva attraverso un’intesa non comunicata a Consob e Bankitalia.

Nel dettaglio i Pm Walter Mapelli, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo e il sostituto Fabio Pelosi hanno chiesto il rinvio giudizio per: Ubi Banca, in persona del legale rappresentante pro-tempore e presidente del Consiglio di Gestione Letizia Moratti Brichetto Arnaboldi; Franco Polotti; Andrea Moltrasio; Victor Massiah; Mario Cera; Giovanni e Francesca Bazoli; Enrico Minelli; Flavio Pizzini; Federico Manzoni; Pierpaolo Camadini; Emilio Zanetti; Giuseppe Calvi; Italo Lucchini; Armando Santus; Mario Mazzoleni; Carlo Garavaglia; Italo Folonari; Ettore Giuseppe Medda; Marco Mandelli; Giuseppe Sciarotta; Guido Marchesi; Gemma Maria Baglioni; Enrico Invernizzi; Antonella Bardoni; Rossano Breno; Matteo Brivio; Ettore Ongis; Angelo Ondei; Stefano Lorenzi; Giovanni D’Aloia.

“La Procura della Repubblica di Bergamo ha richiesto il rinvio a giudizio dei vertici di Ubi Banca, riconoscendo in toto le nostre ragioni dopo anni di incessante, coraggioso ed encomiabile lavoro della Magistratura e della Guardia di Finanza – ha dichiarato Giorgio Jannone, presidente dell’Associazione Azionisti Ubi Banca –. In me prevale in questo momento la consapevolezza di avere tenacemente contribuito ad un risultato che cambierà certamente il corso del sistema creditizio italiano a favore delle decine di migliaia di azionisti e soci che hanno perduto i risparmi di intere generazioni a causa di pessime gestioni e di centri di potere dinastici che sembravano, fino ad oggi, intoccabili. Ci auguriamo che gli imputati abbiano il medesimo senso di responsabilità del ex consigliere Gianluigi Gola e dell’ex presidente del Consiglio Polotti, dimettendosi spontaneamente o facendosi da parte spontaneamente per non arrecare ulteriore pregiudizio a Ubi Banca”.