A- A+
Economia
Salini, Prysmian, Italcementi e Terna. Ecco chi fa il tifo in borsa per il piano Juncker

Almeno formalmente tutti sono d’accordo: l’obiettivo prioritario per l’Europa resta la crescita, così da riassorbire una disoccupazione che resta elevata da troppo tempo (col rischio di un incremento dei tassi di disoccupazione strutturale e dunque di una riduzione del potenziale di crescita economica) e da tornare a vedere una certa crescita dei prezzi che scongiuri il rischio deflazione sempre più evidente e diffuso. Sul come ottenerlo, tuttavia, le ricette sembrano divergere tra Bce, Ue e singoli stati membri. Una situazione di incertezza che continua a condizionare la fiducia di imprese e consumatori, tornata a calare dall’Italia alla Germania.

Per superare l’empasse la ricetta suggerita dal presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, è il varo, dal prossimo anno, di un piano triennale di investimenti da 300 miliardi di euro tra finanziamenti pubblici (tramite la Bei e il bilancio europeo) e privati. Come e su quali settori si spenderanno tali miliardi non è ancora chiaro, visto che l’impegno pro-crescita si dovrà scontrare col rispetto del patto di stabilità e l’allungarsi dei tempi per la definizione della squadra di Commissari Ue che inizialmente sembrava poter essere composta prima della pausa estiva. A febbraio del prossimo anno dovrebbe tuttavia essere presentata una proposta formale contenente linee guida.

Qualche anticipazione è tuttavia già stata fornita dallo stesso Juncker: gli investimenti aggiuntivi, ha spiegato il politico lussemburghese già a capo dell’Eurogruppo, dovranno essere destinati all’economia “reale” e dunque riguardare “infrastrutture, in particolare la banda larga e le reti energetiche”, nonché i trasporti, gli agglomerati industriali, l’istruzione, la ricerca e l’innovazione e le energie rinnovabili, oltre all’efficienza energetica. E’ dunque possibile ipotizzare un portafoglio “pro crescita” su cui scommettere anche in termini borsistici?
Guardando alle cifre in gioco e tenendo presente i settori ricordati da Juncker si può pensare che verrano favorite in particolare le grandi imprese europee che si occupano di costruzioni, di reti energetiche, di telefonia, di energie rinnovabili, oltre a una serie di filiere industriali che agiscono da fornitori delle stesse. Nelle costruzioni le maggiori aziende europee sono le francesi Boygues, Saint Gobain e Vinci, assieme alla spagnola Ferrovial, all’irlandese Crh e all’italiana Salini Impregilo.

Tags:
uerenzijunckerborsa
S
i più visti
in evidenza
Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

verso un mondo più sostenibile

Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente


casa, immobiliare
motori
Alfa Romeo: Räikkönen certifica la “Giulia GTA”

Alfa Romeo: Räikkönen certifica la “Giulia GTA”

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.