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Economia

Non sono bastate 14 ore di riunione ai ministri dell'Economia dei 28 paesi Ue per completare l'auspicato accordo politico sul secondo passaggio per il completamento dell'Unione bancaria, il sistema di gestione dei fallimenti delle banche nei paesi dell'Eurozona. I ministri si rivedranno la prossima settimana, sia nel formato piu' ristretto dell'Eurogruppo (martedi' 17) che in quello a 28 dell'Ecofin (mercoledi'), appena in tempo per portare sul tavolo dei capi di Stato e di governo, al Consiglio europeo del 19 e 20, il testo completo anche dei dettagli tecnici e legali.

Dopo mezzanotte, al termine del lungo negoziato, il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha parlato di "progressi decisivi" e il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni di "accordo sugli elementi essenziali" del meccanismo di risoluzione bancaria, ma ammettendo la necessita' di affinare i dettagli tecnici e anche in qualche caso di sostanza, perche', come ha spiegato lo stesso Saccomanni, "il testo e' stato diviso in varie parti". Anche per arrivare all'accordo sul primo passaggio dell'Unione bancaria, la creazione di un meccanismo unico di vigilanza affidato alla Bce, lo scorso anno erano state necessarie diverse riunioni del Consiglio Ecofin.

Questa volta, si tratta di istituire un meccanismo di salvataggio o liquidazione delle banche in difficolta' e la scadenza di fine anno e' stata fissata dagli stessi leader, al vertice del maggio scorso, per consentire l'approvazione definitiva da parte del parlamento entro la fine dell'attuale legislatura e le elezioni del prossimo maggio. In teoria, il nuovo meccanismo dovrebbe spezzare il legame fra le condizioni delle finanze pubbliche dei paesi dell'Eurozona e i rispettivi settori bancari.

La prossima settimana ci saranno nuove riunioni dell'Eurogruppo (martedi') e Ecofin (mercoledi') prima di sottoporre il pacchetto ai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo del 19 e 20. "Era interesse di tutti che il progetto dell'Unione bancaria andasse avanti - ha spiegato Saccomanni al termine della riunione - Il punto centrale dell'accordo, ha spiegato Saccomanni, e' quello di una "progressiva mutualizzazione" del fondo di risoluzione, "tenendo conto dei problemi della Germania". Si e' trattato di "un lavoro estremamente complicato - ha commentato il ministro - queste riunioni che abbiamo fatto a Berlino, con qualche seguito qui, certamente sono state utili". Il testo sul meccanismo di risoluzione "tecnicamente e' stato diviso in varie parti" e "ora si tratta di metterli tutti insieme in un testo legale" perche' per ora si e' "lavorato su un testo di natura politica su tutta questa materia".

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