Miglior semestre della storia di Unicredit, 6,3 miliardi di utile
Unicredit archivia il miglior semestre della sua storia. L’utile netto è di 6,3 miliardi in rialzo del 3% o del 24% aggiustato escludendo -245 milioni di euro nel secondo trimestre di una posta straordinaria nella linea dei proventi da negoziazione principalmente dovuta ai costi di copertura e finanziamento connessi all’aumento della posizione in Commerzbank – e alla relativa protezione – riportati nella linea dei proventi da negoziazione. Nel secondo trimestre l’utile è di 2,9 miliardi e batte le stime. Gli analisti indicavano 2,83 miliardi di euro.
La crescita dei risultati è stata sostenuta da ricavi netti core in accelerazione, aumentati del 3,6% semestre su semestre a 12,2 miliardi “a dimostrazione della resilienza e della qualità del profilo dei ricavi” indica il gruppo. La crescita è stata trainata dal forte slancio delle commissioni e del risultato netto della gestione assicurativa, affiancato da un margine di interesse in accelerazione sequenzialmente, supportato da una crescita di qualità dei volumi. L’accelerazione dei ricavi core, unita ad una gestione del rischio disciplinata che si è tradotta in rettifiche su crediti pari a 0,4 miliardi, ha portato a ricavi netti per 13 miliardi nel primo semestre, in crescita del 6% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente esclusa la posta straordinaria relativa ai proventi da negoziazione, o in crescita del 4% altrimenti.
Nel primo semestre, il margine di interesse è diminuito dello 0,8% rispetto al primo semestre a 7,2 miliardi, “una performance resiliente alla luce del minore Euribor nel periodo e della compressione della Russia, o è aumentato dello 0,2% al netto di questa”, rileva Unicredit. La performance è stata supportata da una crescita di qualità dei prestiti , in rialzo del 82% rispetto al primo semestre 2025. Si prevede un ulteriore miglioramento del margine di interesse sequenzialmente. Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno totalizzato 5 miliardi nel primo semestre un aumento consistente del 11% rispetto alla prima metà dell’anno precedente. Entrambi hanno costituito approssimativamente il 38% dei ricavi netti nel primo semestre. I proventi da negoziazione si sono attestati a 229 milioni in calo del 55% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente. Ciò è stato in gran parte dovuto alla posta straordinaria negativa nel secondo trimestre pari a 245 milioni di euro. Il costo del rischio è rimasto strutturalmente basso a 17 punti base. Il gruppo ha generato organicamente 2,5 miliardi o 85 punti base di capitale nel secondo trimestre.
Unicredit alza la stima sull’utile dell’anno a circa 11,5 miliardi
Unicredit migliora la guidance “per l’utile netto del 2026 a ben superiore a 11 miliardi, o a circa 11,5 miliardi esclusi i costi di integrazione”. Il gruppo di Piazza Gae Aulenti ha poi “un’ambizione per l’utile netto del 2028 aumentata a ben superiore a 13 miliardi di euro, e ambizione per l’utile netto del 2030 aumentata a ben superiore a 15 miliardi di euro, entrambi prima del consolidamento integrale di Commerzbank”, si legge nella nota sulla semestrale.
Unicredit, acconto dividendo in contanti sul 2026 di circa 2,8 miliardi
L’acconto dividendo in contanti a valere sul 2026, che verrà definito dalla riunione del cda di Unicredit con l’approvazione dei risultati del terzo triemstre a valle del soddisfacimento dei requisiti necessari, è previsto a circa 2,8 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 50% del dividendo in contanti atteso a valere sul 2026″. Lo indica la banca nella nota sulla semestrale. La riunione del cda è attualmente in programma per il 21 ottobre prossimo. Pertanto la data di stacco della cedola è il 23 novembre, la data di registrazione è il 24 novembre e la data di pagamento il 25 novembre.
Unicredit, Commerz da investimento a transazione di grande valore
“Commerzbank sta evolvendo da un redditizio investimento finanziario in una transazione strategica di significativa creazione di valore industriale attraverso l’implementazione della nostra comprovata strategia”. Lo indica Unicredit nella nota sulla semestrale. “Ci aspettiamo di impiegare il capitale ad un RoAC”, ovvero il rendimento del capitale corretto per il rischio, “complessivo del 15%, dando ulteriore slancio alla nostra traiettoria di crescita, distribuzioni e metriche per azione”, evidenzia la banca.
Il 21 settembre ci sarà l’assemblea straordinaria
Il consiglio di amministrazione di Unicredit convoca l’assemblea straordinaria per il 21 settembre con intervento esclusivamente tramite il rappresentante designato. Tra i punti all’ordine del giorno modifiche statutarie che consentono la “facoltà per il consiglio di amministrazione di presentare una propria lista di candidati per l’elezione dei componenti dell’organo amministrativo”. Inoltre verrà “proposta l’ attribuzione al al board “della facoltà, da esercitarsi entro il termine di 5 anni dalla deliberazione assembleare, di emettere in una o più occasioni e con esclusione del diritto di opzione, prestiti obbligazionari convertibili in azioni ordinarie Unicredit (Perpetual Contingent Convertible Additional Tier 1 Notes) denominati in dollari per controvalore massimo di 5.000.000.000 di euro destinati ad investitori istituzionali e, conseguentemente, di aumentare il capitale sociale”.
La banca intende qualificare tali strumenti come Additional Tier 1 (AT1). Infine verrà proposto all’assemblea di attribuire al board “il potere, da esercitarsi, a discrezione del Consiglio di Amministrazione, entro il 31 dicembre 2027, di aumentare il capitale sociale, in una o più tranche e in forma scindibile, con esclusione del diritto di opzione, mediante emissione di un numero massimo di 10.603.000 nuove azioni ordinarie aventi le medesime caratteristiche delle azioni in circolazione, da liberarsi mediante compensazione con i crediti derivanti da taluni contratti di Total Return Swap. La delega attribuirà al Consiglio una facoltà – e non un obbligo – di eseguire l’aumento di capitale riservato. Il cda manterrà piena discrezionalità in merito all’eventuale esercizio della delega, in tutto o in parte, sulla base delle circostanze prevalenti al momento rilevante”.
Le dichiarazioni di Orcel su Generali, Commerzbank e risiko italiano
Quello in Generali “ancora è un investimento finanziario, stiamo osservando perché l’environment si sta muovendo e sulla base di quello prenderemo le nostre decisioni”. Così in un’intervista a Class Cnbc il ceo di Unicredit, Andrea Orcel.
“Crediamo che forse per fine anno si potrà chiudere su Commerzbank“. Lo spiega in un’intervista a Class Cnbc, il ceo di Unicredit, Andrea Orcel. “Questo è un periodo eccellente per avere un dialogo col governo tedesco, con i rappresentanti dei lavoratori e per arrivare a quegli accordi che avremmo voluto fare prima”, aggiunge Orcel.
In Italia sul risiko “per il momento, l’abbiamo detto più di una volta, siamo osservatori” e lo siamo “perché abbiamo lavorato moltissimo sulle fondamenta del nostro franchise italiano e su quello del resto del gruppo”. Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel a Class Cnbc. “L’anno scorso abbiamo detto post Bpm: guardate che avremo un piano di crescita e metteremo assieme tutti i tasselli per realizzarlo”, ricorda Orcel indicando che “la macchina sta girando a pieno regime”

