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UniCredit guarda oltre il risiko, prove di svolta sulle criptovalute: Orcel cerca il partner giusto

La banca guidata da Andrea Orcel sta selezionando un fornitore tecnologico per costruire l’infrastruttura necessaria a detenere e far negoziare criptovalute e titoli tokenizzati

UniCredit guarda oltre il risiko, prove di svolta sulle criptovalute: Orcel cerca il partner giusto
Andrea Orcel

UniCredit accelera sugli asset digitali

UniCredit studia un salto di qualità nel business degli asset digitali. Secondo quanto riferito da Bloomberg, citando fonti vicine al dossier, il gruppo di piazza Gae Aulenti sta valutando di ampliare la propria offerta nel comparto, con l’obiettivo di sviluppare capacità proprie di custodia e di intermediazione. La banca è nella fase di selezione di un partner tecnologico per costruire l’infrastruttura necessaria a detenere asset digitali e a facilitarne l’acquisto e la vendita.

Le aree allo studio sono almeno tre: lo sviluppo di prodotti di investimento e di titoli a reddito fisso tokenizzati, l’utilizzo di stablecoin da parte dei clienti e la possibilità di offrire un’esposizione diretta alle criptovalute. Le discussioni su quali prodotti e servizi verrebbero effettivamente veicolati attraverso questa tecnologia sono però ancora in una fase iniziale e nessuna decisione definitiva è stata presa, precisano le fonti. A Piazza Affari il titolo ha reagito con un progresso frazionale, attorno al mezzo punto percentuale.

Un percorso già avviato

L’indiscrezione arriva a pochi giorni da un’operazione che va nella stessa direzione. L’8 settembre UniCredit ha rilevato una quota di minoranza in VC Trade, fintech di Francoforte che gestisce un marketplace digitale per il debito privato — prestiti sindacati e Schuldschein — con oltre 600 operazioni concluse, più di 90 miliardi di euro di attività e una rete di oltre 1.600 tra banche e investitori. L’accordo prevede un’opzione per salire ulteriormente nel capitale; i termini economici non sono stati resi noti.

Il tassello si inserisce in un percorso più lungo, riconducibile all’agenda “UniCredit Unlimited“: la partecipazione nella specialista blockchain BlockInvest, il lancio del primo minibond tokenizzato in Italia e, sul fronte del risparmio, il certificato open-end a gestione attiva su Bitcoin ed Ethereum collocato tra il 15 maggio e il 15 giugno scorsi, riservato alla clientela professionale in Italia e Germania con investimento minimo di 100 mila euro e costruito sui modelli quantitativi di Banor Labs. UniCredit è inoltre tra i soci di Qivalis, la joint venture del consorzio di banche europee che punta a lanciare una stablecoin in euro entro la seconda metà dell’anno.

La corsa delle banche

Il contesto è quello aperto dal regolamento europeo MiCA, che ha dato agli istituti un perimetro normativo entro cui offrire servizi su cripto-attività. Banca Sella è stata la prima banca italiana ad ottenere il via libera, mentre Intesa Sanpaolo ha portato l’esposizione in cripto-asset e ETF collegati oltre i 200 milioni di dollari nel primo trimestre. Sul fronte internazionale, Deutsche Bank e Citigroup hanno annunciato l’avvio di servizi di custodia digitale nel corso del 2026.

Per UniCredit la mossa avrebbe una doppia valenza: presidiare una fonte di ricavi commissionali in crescita e non lasciare ai soli operatori specializzati un servizio — la custodia — che è storicamente terreno bancario. Il tutto mentre il gruppo resta impegnato sul fronte delle operazioni straordinarie in Germania.