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UniCredit, il Ceo Ghizzoni ad Affari: “A inizio 2015 giù i tassi sui prestiti alle imprese”

UniCredit, il Ceo Ghizzoni ad Affari: “A inizio 2015 giù i tassi sui prestiti alle imprese”
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di Andrea Deugeni
twitter
@andreadeugeni

“Grazie alle misure della Bce, all’inizio del 2015 le imprese potranno accedere ai prestiti bancari a tassi mediamente più bassi”. Lo spiega in un’intervista-video ad Affaritaliani.it, a margine del convegno dei Giovani Industriali di Santa Margherita Ligure, l’amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni. Il banchiere parla poi del futuro quantitative easing dell’istituto centrale guidato da Mario Draghi, del rating di S&P sull’Italia e su ciò che si attende dalla fase due del governo Renzi.
 

L’INTERVISTA

Basteranno le misure della Bce per far tornare la liquidità ai livelli massicci pre-crisi (c’è un gap di circa 380 miliardi di euro) e ad avere degli effetti concreti sull’economia reale nell’Eurozona?
“Dal punto di vista della liquidità, le decisioni sono state molto importanti. Quei 380 miliadi di euro guarda caso è anche l’ammontare che è più o meno disponibile, in base ai calcoli del famoso 7%, di 400 miliardi (il valore della Tltro della Bce, ndr) che verranno messi a disposizione dalla Bce a livello europeo. La liquidità, quindi, sarà disponibile purché le banche si impegnino ad impiegarle per il credito. Per quanto riguarda invece la sufficienza delle iniziative, dovrà invece andare in porto velocemente il tema delle cartolarizzazioni su cui la banca centrale si è dichiarata disponibile: ciò potrebbe creare ulteriore liquidità e soprattutto avere impatti sul patrimonio delle banche, sul loro capitale e, quindi, riattivare di suo ulteriormente il circolo del credito”.

In quanto tempo potremo vedere gli effetti delle decisioni della Bce, ad esempio, con un calo del tasso medio di finanziamento che le banche praticano alle imprese? 
“Fra settembre e novembre dovremmo avere la prima disponibilità di questi finanziamenti. Normalmente e tecnicamente, dal momento in cui si prendono, si erogano e si iniziano a vedere i primi effetti sull’economia reale, passano circa tre mesi. C’è un’altro aspetto importante, però”.

Quale?
“Nel frattempo lo spread fra i Btp e i Bund si sta riducendo: anche questo dovrebbe avere degli effetti positivi per l’economia reale”. 

Quindi, avremo un calo dei tassi diciamo agli inizi del 2015?
“Direi di sì”.

Ghizzoni3L’amministratore delegato di UniCredit Federico GhizzoniGuarda le foto dal convegno dei Giovani Industriali di Santa Margherita Ligure


Cosa intendeva dire con quel “e non è finita qui” il presidente della Bce Mario Draghi nella sua ultima conferenza stampa?
“E’ rimasto un po’ in sospeso il discorso del tasso di cambio euro-dollaro: l’euro è strutturalmente forte. Senza interventi tende a crescere per due motivi. Il primo è che le banche centrali di Paesi importanti come la Russia, la Cina e le altre nazioni asiatiche stanno vendendo dollari e comprando euro per diversificare le proprie riserve. In più, l’Europa dal punto di vista del deficit commerciale è in positivo e quindi tende ad attrarre euro. Così, credo che nell’ultima parte dell’anno si potrebbe vedere un primo segnale di quantitative easing di cui spesso si parla. Quantitative easing che, secondo me, serve proprio per ridurre ulteriormente il livello del tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro”.

*BRPAGE*

Come valuta il giudizio dell’agenzia internazionale S&P di non migliorare il rating e le prospettive negative sull’Italia?
“Me lo aspettavo. E’ tipico delle agenzie di rating non pronunciarsi su un Paese in cui viene instaurato da poco un nuovo governo. Se lo leggiamo attentamente, lo vedo addirittura in maniera positiva”.

Perché?
“Il fatto di confermare un rating e, quindi, di non abbassarlo e di rendersi disponibile a rivederlo fra alcuni mesi, apre una finestra per una possibile revisione in positivo. Quindi, va bene così”.

Allora, non c’è nessun avvertimento per il governo Renzi…
“Il governo Renzi deve procedere con le riforme che ha già anticipato verbalmente un mese fa. Se le faranno, le agenzie di rating lo terranno molto in conto”. 

A proposito di riforme, cosa si attende da questa fase due del governo Renzi?
“Nel brevissimo sono state annunciate varie riforme: quella costituzionale sul Senato, sul lavoro, sulla giustizia e quella fiscale. Queste sono le prime misure che dovrebbero essero portate avanti, da qui alla pausa estiva. Poi, mi aspetto maggiore implementazione”.

Può spiegare?
“Quello che è mancato un po’ nei governi precedenti è stato il passaggio dall’annuncio all’implementazione (decreti attuativi, ndr). Se me lo posso permettere, quello che chiedo al primo ministro, è di lavorare con attenzione affinchè le decisioni siano implementate giorno dopo giorno”.

E in Europa, invece?
“In Europa, la situazione sta in parte cambiando. I risultati elettorali sul Parlamento Ue hanno mandato messaggi forti alla classe politica. Il Vecchio Continente ha bisogno di crescita che, al momento, è presente di fatto solamente in Germania. Da un lato, occorre che tutti i Paesi facciano sicuramente le riforme, dall’altro, invece occorre che l’Ue metta in campo una politica più espansiva di quella fatta fino ad ora”.