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L'Europa Centro-Orientale (Cee) si conferma l'area trainante per i profitti di UniCredit, in calo del 28,5% nei primi nove mesi dell'anno a un miliardo, utili frenati dagli accantonamenti per rischi su crediti in Italia.

Nel nostro Paese, infatti, la più internazionale delle banche tricolori ha chiuso il terzo trimestre con una perdita netta di 165 milioni di euro a causa di accantonamenti per 1,1 miliardi che hanno compensato il margine lordo del periodo di 945 milioni.

Soddisfatto però l'amministratore delegato Federico Ghizzoni che ha parlato di "trimestre impegnativo con risultati positivi e di incoraggianti segnali di ripresa in Italia". "La posizione di liquidità - ha proseguito il banchiere - è estremamente solida. I flussi netti di crediti deteriorati si vanno stabilizzando in tutte le principali aree del gruppo, così come il coverage ratio".

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La crisi si fa sentire in generale sul monte ricavi, diminuiti del 7,1% a 18,2 miliardi, anche i costi operativi sono scesi del 2,2% a 11 miliardi. Di conseguenza il rapporto costi/ricavi è peggiorato al 60,6% (+3 punti percentuali) mentre il margine operativo lordo i è attestato a 7,2 miliardi (-13,8%). Nel periodo gennaio settembre, UniCredit ha provveduto ad accantonamenti complessivi per 4,4 miliardi in calo dell'8,7% annuo.

Oltre all'area Cee (578 milioni di euro da gennaio a settembre) da cui proviene Ghizzoni, essendone stato il responsabile prime di salire sul gradino più alto della banca, ha ben performato anche la divisione corporate&investment banking (361 mln) capitanata da Jean Pierre Mustier, banchiere francese arrivato da poco più di due anni in Piazza Cordusio e che inizia a far girare il business della propria divisione. 

Nel solo terzo trimestre, UniCredit ha invece messo a segno 204 milioni di profitti (-39,1%) in linea con quanto atteso circa dal mercato mentre i ricavi sono scesi a 5,7 miliardi dell'8,5%. Sempre da luglio a settembre, i costi operativi sono diminuiti del 3% a 3,6 miliardi e il rapporto con i ricavi e salito di 3,6 punti percentuali al 63,1%. Il margine operativo lordo è inoltre calato del 16,7% a 2,1 miliardi (a 7,2 miliardi, -13,8%, quello dei primi 9 mesi dell'anno), mentre gli accantonamenti sui crediti sono diminuiti del 10,6% a 1,6 miliardi.

Il gruppo ha fatto sapere di esser arrivato a quota 3 miliardi nel rimborso della liquidità presa in prestito nelle due aste di liquidità della Bce (Ltro) di fine 2011 e inizio 2012, un ulteriore miliardo di euro dei 26,1 miliardi complessivi (con scadenza 2015) rimborsato all'inizio di novembre che è andato ad aggiungersi ai 2 restituiti all'Eurotower a fine giugno."In futuro", ha specificato la banca, "UniCredit valuterà l'opportunità di procedere a ulteriori rimborsi anticipati dei fondi Ltro, tenendo conti di diversi fattori, tra cui le condizioni del mercato".

Sempre in tema Bce, ma stavolta riguardo all'esame che attende nel 2014 circa 130 banche europee (asset quality review) Ghizzoni è tornato a sottolineare "la necessità di un esame severo e con regole finalmente uguali per tutti, nell'interesse degli operatori, dei clienti e della fiducia dei mercati", un passaggio necessario a costruire le giuste fondamenta per un'efficace unione bancaria. Infine, sul dividendo 2013, argomento che sta molto a cuore alle fondazioni azioniste, il numero uno di UniCredit ha detto che si pronuncerà "alla fine dell'anno". "Stiamo accantonando un dividendo pari all'anno scorso, come ogni anno; poi verifichiamo a fine anno quello che si può fare", ha aggiunto. 

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