Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Lavoro, nel 2013 perderemo altri 250mila posti

Lavoro, nel 2013 perderemo altri 250mila posti

Lavoro, nel 2013 perderemo altri 250mila posti
operai

Nel 2013 l’occupazione registrera’ un calo di 250 mila unita’ a fronte di un 1 milione di uscite programmate dalle imprese e 750 mila nuovi posti. Questi i dati del sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro.

E lo stesso studio precisa che le 750 mila nuove assunzioni (nel settore privato ad esclusione dell’agricoltura, ndr) riguardano una quota del 13,2% di tutte le imprese dell’industria e servizi ed, in particolare quelle orientate dall’export e l’occupazione.

“Le difficolta’ del mercato interno” si legge nel rapporto, “determinano un calo dei contratti complessivamente attivati (112 mila in meno di quelli preventivati nel 2012) e, quindi, un protrarsi della caduta dell’occupazione: aumenta a -250 mila il saldo tra le 750 mila entrate complessive e previste e il quasi milione d’uscite programmate dalle imprese. Questa dinamica – si legge ancora – tendera’ a colpire prevalentemente tutti quegli ambiti – territoriali, di dimensione d’impresa, settoriali – piu’ prettamente dipendenti dal mercato interno: il Mezzogiorno (da cui e’ atteso il 35% del saldo negativo complessivo), le imprese con meno di 10 dipendenti (che prevedono di ridurre la propria forza lavoro di 142.600 unita’), le costruzioni (-59mila il saldo), il commercio al dettaglio (-24.500), il comparto turistico (-25.600)”.

La nota positiva sono le 750 mila nuove entrate. “La crisi, soprattutto dei consumi – ricorda lo studio – ha colpito duro il nostro Paese quest’anno. Ma c’e’ una parte del sistema produttivo che, malgrado tutto, sta reggendo e che quest’anno assumera’ personale. Si tratta di una quota, pari al 13,2%, di tutte le imprese delle industria e dei servizi con dipendenti, ma la propensione ad assumere si amplifica per quelle orientate all’export e all’innovazione. Ammontano a 750mila le entrate complessive di personale che il settore privato intende acquisire nell’arco di quest’anno.

La crisi insomma non sembra allentare la sua morsa: per la Cisl, infatti, “non da’ segni rilevanti di ripresa e le conseguenze sociali diventano sempre piu’ gravi soprattutto per i lavoratori, i giovani, le donne, i pensionati, le persone piu’ deboli e povere, le famiglie, nel Sud piu’ che nelle altre parti dell’Italia. In autunno la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente”.

Intanto il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini cosi’ commenta i dati sull’occupazione forniti da Unioncamere: “Con una riduzione del Pil prevista intorno al 2% i dati dimostrano che le imprese stanno cercando di mantenere posti di lavoro. Perche’ (i 250mila posti in meno, ndr) equivalgono a piu’ o meno a una riduzione dell’1% (dell’occupazione, ndr)”.