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Economia
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Usa: Fed taglia stime Pil 2013 e 2014 - La Federal reserve ha ridotto le stime sul Pil Usa per il 2013 e il 2014. Per quest'anno, la banca centrale americana stima ora una crescita compresa tra il 2,3 e il 2,8%, rispetto alla precedente previsione basata su una forchetta del 3-3,5%. Per il prossimo anno invece la nuova stima indica una crescita tra 2,9 e 3,4%, rispetto alla precedente forchetta del 3-3,5%. Il Federal Open Market Committee ha deciso di mantenere i tassi di riferimento sui Fed Funds fermi tra zero e 0,25% e di confermare il piano di acquisto di titoli per un ammontare di 85 miliardi di dollari al mese. La decisione e' stata adottata con 11 voti favorevoli ed uno contrario. La Federal Reserve ha confermato anche le soglie per un intervento di stretta monetaria che scatterebbe con una disoccupazione sotto il 6,5% e con un'inflazione al di sopra del 2,5%.

MIGLIORA STIME DISOCCUPAZIONE,TRA 7,3% E 7,5% IN 2013 - La Federal Reserve ha migliorato le stime sul tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, visto ora tra il 7,3% e il 7,5% nel 2013 e tra il 6,7% e il 7% nel 2014. Lo scorso dicembre era stato previsto un tasso di disoccupazione tra il 7,4% e il 7,7% nel 2013 e tra il 6,8% e il 7,3% nel 2014.

VERSO PRIMO RIALZO TASSI NEL 2015 - La Fed appare orientata a ricominciare ad aumentare il costo del denaro nel 2015. Sono infatti 13, si legge in una nota, i membri del Fomc (il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa) che preferirebbero effettuare il primo rialzo dei tassi nel 2015, mentre uno solo auspicherebbe un ritocco non prima del 2016. Tale tabella di marcia e' coerente con l'obiettivo della Fed di mantenere i tassi ai minimi storici finche' la disoccupazione non scendera' al 6,5%. Infatti le nuove previsioni trimestrali dell'istituto stimano il tasso di disoccupazione tra il 6% e il 6,5% nel 2015, laddove nel 2014 non scenderebbe sotto il 6,7%

CRESCITA MODERATA NEL 2013, MIGLIORA MERCATO LAVORO - Si prevede un ritorno a una moderata crescita economica in seguito alla battuta d'arresto registrata lo scorso anno. Lo si legge nella nota diffusa al termine del vertice del Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana. La Fed continua a percepire "rischi al ribasso per le prospettive economiche" e avverte "segnali di miglioramento nel mercato del lavoro" sebbene "il tasso di disoccupazione rimanga elevato". Quanto alle prospettive di inflazione, esse "rimangono ben ancorate" e il tasso proiettato sui prossimi due anni potrebbe salire al massimo al 2,5%.

"La spesa delle famiglie e gli investimenti fissi delle imprese sono cresciuti, e il settore immobiliare si e' rafforzato ulteriormente", si legge ancora nella nota del Fomc, "la politica fiscale e' diventata pero' un po' piu' restrittiva". "L'inflazione", prosegue la Fed, "e' rimasta piu' o meno sotto gli obiettivi di lungo termine del Fomc" e nel medio periodo non appare destinata a superare il target del 2%. In queste condizioni, il Fomc "si aspetta che una politica monetaria molto accomodante rimanga appropriata per un tempo considerevole"

TASSI A MINIMI STORICI FINO A DISOCCUPAZIONE AL 6,5% - Il Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, ha lasciato i tassi di interesse invariati a un minimo storico tra lo zero e lo 0,25%. In una nota, la banca centrale Usa conferma che il costo del denaro restera' a tali livelli finche' il tasso di disoccupazione restera' superiore al 6,5%.

CONFERMA PIANO ACQUISTO TITOLI A 85 MLD DLR AL MESE - La Federal Reserve proseguira' il proprio programma di acquisto di titoli al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese finche' il mercato del lavoro non migliorera' "in modo sostanziale". Lo fa sapere la banca centrale Usa al termine del vertice del Fomc, il suo braccio di politica monetaria.

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