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Apprendistato e contratti a termine: vademecum della riforma Fornero

elsa Fornero (6)

Cosa è cambiato con la riforma Fornero? Per capirlo, il ministero del Lavoro ha diffuso un vademecum che spiega la legge n. 92 del 2012 entrata in vigore lo scorso 18 lugli.

Contratto a tempo determinato. Si parte dal contratto a tempo determinato e sulla stipula del contratto a termine a causale, che non necessita l’individuazione di ragioni che giustificano la durata non superiore ai 12 mesi.

Apprendistato. E’ stata una delle novità più pubblicizzate della riforma. Tra le altre cose, la lettera del ministero fornisce informazioni sul libretto formativo, prevedendo l’annotazione delle attività dell’apprendista su un registro del datore di lavoro, senza particolari formalità.

Lavoro accessorio. Dopo un elenco di tutte le novità previste dalla riforma del lavoro Fornero, (il limite di 5mila dei compensi da considerarsi al netto delle trattenute e quello di 2mila euro per ogni committente), si chiariscono le conseguenze in caso di superamento del limite economico previsto, per cui in sede di accertamento ispettivo si potrà verificare se la prestazione svolta sia riconducibile ad un rapporto di tipo autonomo o subordinato, come eventuali conseguenze sul piano lavoristico e contributivo.

Collaborazione coordinata continuativa a progetto. Dopo aver indicate le novità previste dalla riforma lavoro Fornero, sottolinea che il progetto gestito in autonomia dal collaboratore deve essere specifico, esatto, continuo e predeterminato, una sorta di linea guida. Il compenso deve essere erogato in relazione al raggiungimento del risultato finale. Rimandando però ai minimi salariali applicati nello specifico settore alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati, i forza dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.

 

LEGGI IL VADEMECUM DEL MINISTERO DEL LAVORO