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Via libera della Camera al primo decreto carburanti, è legge. Ecco che cosa prevede

Via libera della Camera al primo decreto carburanti: passa con 147 voti a favore e 79 contrari

Via libera della Camera al primo decreto carburanti, è legge. Ecco che cosa prevede

Via libera della Camera al primo decreto carburanti che diventa legge. L’Aula ha approvato il provvedimento con 147 voti a favore e 79 contrari. Viene così convertito in legge il decreto del 18 marzo, già approvato dal Senato. 

Il provvedimento introduce, per tre mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge, un regime di trasparenza obbligatoria dei prezzi di vendita dei carburanti, imponendo comunicazioni giornaliere e vietando rincari infragiornalieri. Contestualmente affida al Garante per la sorveglianza dei prezzi, con l’ausilio operativo della Guardia di finanza, il compito di monitorare l’intera filiera per individuare e reprimere tempestivamente eventuali manovre speculative. Il provvedimento, poi prorogato, disponeva per venti giorni (dal 19 marzo al 7 aprile 2026) le aliquote di accisa applicate alla benzina, al gasolio ed ai GPL impiegati come carburanti, in considerazione degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici.

Via libera anche misure in favore delle imprese, con sede legale o stabile organizzazione in Italia, operanti nel settore dell’autotrasporto. “Ci viene chiesto di convertire in legge un provvedimento che ha già esaurito la sua principale misura operativa da settimane – l’accusa del Pd per voce del deputato Michele Stefanazzi – Questo governo riesce operare solo con pezze e rattoppi”, siamo di fronte “a un beneficio temporaneo che tratta nello stesso modo i multimilionari e i pensionati o lavoratori monoreddito”.

Per Guerino Testa di FdI “è un decreto di natura evidentemente emergenziale, reso inevitabile per contenere gli effetti derivanti dall’aumento del costo dei carburanti e per sostenere l’economia del paese”. “Se non ci fosse stato questo dl 50 litri di benzina sarebbero costati 100 euro, invece oggi ne costano 85”.