Più che un discorso una requisitoria. Ignazio Visco ha processato gli ultimi 25 anni dell’economia italiana. Un quarto di secolo andato in fumo, fermo, immobile. La disoccupazione è ai livelli del ’77 e quella giovanile ha toccato il 40%. Lo ha detto l’Europa, lo ha ripetuto il governatore di Bankitalia, lo affermano le imprese, lo scandiscono i sindacati: Letta deve fare presto, servono riforme. Subito. I partiti la smettano di cincischiare e tornino (se mai lo hanno fatto) a distinguere la gente dai cittadini. Non è solo questione di lessico. La gente viene ammaliata, i cittadini vengono convinti. La gente vota, i cittadini danno fiducia.
I problemi iniziano quando i partiti rendono conto solo a quel magma informe che è “la gente”: per la gente si blocca l’Imu e si abolisce, magari giustamente, il finanziamento pubblico ai partiti. Sia chiaro, non è tutta colpa del Palazzo: la gente siamo noi, con il nostro voto, la nostra volubilità, il nostro semplicismo. Ma il compito di un governo responsabile non è quello di dare retta al popolo: è quello di guidarlo. Con scelte coraggiose e decisioni rapide, a volte impopolari. Mai come in questo momento, politica, imprese e sindacati sono d’accordo su un punto: la priorità è il lavoro. L’Imu è un dettaglio. E lo sanno anche Letta, Alfano, il Pd e il Pdl. Agiscano in fretta, senza pensare, per una volta, al prossimo voto. La gente non lo capirà. I cittadini sì.
@paolofiore
