Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » “Vogliono lasciare l’Italia”. Sciopero generale in Eni

“Vogliono lasciare l’Italia”. Sciopero generale in Eni

Sciopero generale in tutto il gruppo Eni il 29 luglio prossimo. A proclamarlo, per l’intera giornata, l’attivo unitario di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil

Sciopero generale in tutto il gruppo Eni il 29 luglio prossimo. A proclamarlo, per l’intera giornata, l’attivo unitario di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. A questo si sommerà uno sciopero di due ore, ancora da definire a livello locale, di tutti gli impianti di raffinazione sul territorio nazionale. “Dopo l’annuncio shock di Eni di mettere in discussione l’impianto strategico dell’industria chimica e della raffinazione in Italia, chiediamo un immediato incontro a Renzi. Il cane a sei zampe non può lasciare l’Italia”, spiegano. Nella stessa giornata del 29 prevista anche una manifestazione nazionale a Roma, alle 15 davanti a Montecitorio. I lavoratori coinvolti saranno oltre 30.000. Il ‘pomo della discordia’, si legge in una nota, è la chiusura di tre raffinerie, “oltre alla drammatica situazione di Gela, dove rischiano il lavoro più di 3500 persone”, le posizioni rese note da Eni sul blocco di investimenti, il ridimensionamento degli assetti industriali e occupazionali e della politica energetica del Gruppo nel Paese. “L’annuncio shock dell’Eni di mettere in discussione l’intero impianto strategico della chimica e della raffinazione in Italia comporta pesanti ricadute sull’intero sistema industriale e occupazionale nel nostro paese, facendo terra bruciata sull’industria italiana”, dicono i segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, Emilio Miceli, Sergio Gigli e Paolo Pirani che chiedono un immediato incontro al premier. “Il Governo chiarisca se l’Eni risponde solo al mercato e alla Borsa o deve dar conto delle decisioni anche all’azionista di riferimento”, concludono.