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Economia
Assunzione in tasca ? Ecco i 10 errori da evitare

Una lettera per accompagnare il CV cerca sempre di attirare, fin dalle prime righe, l'attenzione del destinatatrio, solitamente un responsabile delle risorse umane.

Come meglio scriverla e soprattutto quali errori non commettere? E soprattutto attenzione a non esagerare...

Se ci proponiamo per un posto di lavoro o un incarico in azienda, la prima fase della nostra lettera può fare la differenza tra l'essere letta e l'essere cestinata.
Per capire cosa "non fare" ecco i consigli per non compiere i 10 peggiori errori.


1. Apporccio "Super Eroe" 
"State cercando un candidato dinamico, capace di esprimersi e crescere in un contesto internazionale? Eccomi, sono l'uomo per voi". Oppure:

"Cercate la persona giusta per condurre la vostra azienda verso il prossimo futuro? Eccomi sono la persona giusta".

Vendersi troppo come chi è capace di risolvere tutto e subito significa esporsi al ridicolo. Non per forza arriverà la stroncatura, ma è inutile, non sono punti guadagnati.

Cosa invece è utile fare: come in amore, anche nelle relazioni professionali, contano le prove. Non annunciate cosa saprete fare, ma descrivete nella lettera quanto siete stati capaci di fare in precedenza e con quali risultati.


2. L'approccio "fiera dell'ovvio"
 
Frasi del tipo, "mi permetto indirizzare la mia candidatura" oppure "Sono attualmente alla ricerca di un impiego"

La reazione, plausibilmente sarà: "Ma davvero?" ovvero, è ovvio, tanto varrebbe iniziare con "vi sto scrivendo una lettera..."

Evitare quindi inutili e ovvie premesse e cominciare con la ragione della lettera, ad esempio, citando i principali tratti del profilo per il quale ci proponiamo.


3. L'approccio "doppio Curriculum" 
 
Iniziare la lettera citando i punti del c.v. con frasi tipo "Ho maturato lunga esperienza in posizioni diverse, con questa o quella caratteristica..." oppure "Possessore di Master e specializzazioni di vario genere..."

Questo approccio è un'inutile ripetizione di ciò che già descriviamo nello stesso c.v. e risulta una perdita di tempo per chi riceve la lettera, che in ogni caso non deve superare le 15 righe.

Se proprio sentite l'esigenza di sottolineare una o più espeprienze, fatelo nel secondo paragrafo e non in apertura. 

4. L’approccio "Fan di..."
 
I complimenti espliciti verso l'azienda cui state inviando la lettera del tipo "La vostra azienda è una delle migliori nella capacità di far crescere le risorse umane..." sono dannosi.
Parlare brevemente dell'azienda può andar bene, lanciarsi in giudizi, è invece rischioso, potrebbero basarsi su dati non aggiornati. 
Se dunque volete sottolineare caratteristiche proprie dell'azienda, fatelo, ma informatevi bene, magari sentendo chi ci lavora.


5. L'approccio "politico".
 
« Non intendo lavorare la domenica, o essere disponible nei weekend" o "L'orario minimo e il contratto di categoria..." 

Esporsi in giudizi politici è assolutamente da evitare ed è quindi meglio tenerli per sè.


6. L'approccio "filosofico".

Usare frasi del tipo "Fare impresa, significa saper rischiare e tendere continuamente agli obiettivi" oppure lanciarsi in citazioni letterarie potrebbe sembrare "falso", un espediente per dimostrare una cultura non richiesta. O peggio essere risultato di qualche corso base di formazione dove spesso i docenti utilizzano citazioni filosofiche o letterarie, il che risulterebbe una copiatura.
Le citazioni possono comunque essere usate, ma solo laddove parlano davvero del candidato e lo rappresentano appieno. 
 

7. L’approccio (troppo) intimo.
 
"Mia moglie è insegnante a Novara, e mia madre risiede a Torino, pertanto..." oppure "Dopo un incidente avvenuto a mia sorella e averla accudita, sento il bisogno di ricominciare daccapo..." 

La reazione sarà probabilmente "Bene, ma il posto di lavoro le interessa?" Certamente la condizione personale è parte delle caratteristiche di un candidato, ma non per questo si devono descrivere i fatti propri nelle prime righe.

Meglio dunque citare solo disponibilità a trasferirsi o a cambiare orari di vita.


8. L’approccio "errore ortografico" 

Incominciare con un errore di ortografia o una parola palesemente sbagliata, può causare l'eliminazione immediata del curriculum, della serie "non c'è bisogno d'altro per cestinare".
   
La soluzione è leggere, rileggere e far rileggare a qualcuno.


9. L’approccio "disperato"
 
Iniziare con frasi tipo "sarà l'ennesima lettera che leggerete, vi prego non cestinatela prima di essere giunti alla fine, potrei essere io la persona che cercate davvero ...sono anni che ci provo...", peggio ancora scrivere "non ho aspirazioni economiche"

Dimostrare di essere pronti ad accettare qualsiasi proposta e a qualunque condizione non susciterà pietà e se anche fosse non servirà a venire assunti.

Piuttosto analizzate rapidamente la situazione attuale ricavandone gli spunti positivi per chi vi deve giudicare.


10. L’approccio "il troppo stroppia" 
 
« Ho l'onore con questa mia di cercare la vostra benevolenza nel volermi poter considerare all'altezza..." 
Un linguaggio ed un atteggiamento obsoleto e utile per farsi cestinare.

Dunque non concentrarsi sulla forma, bensì sulla sostanza.

Evitare infine infantilismi come un indirizzo email risalente al liceo, "smile" o battutine che denotano poca o nulla serietà.
 

Tags:
assunzione-lavoro-occupazione-candidati
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