Voli, balzo nella vendita dei biglietti per evitare i probabili aumenti: le compagnie aeree registrano maxi perdite
Le compagnie aeree nel mondo stanno registrano un’impennata nelle vendite dei biglietti, ma non è necessariamente una notizia positiva. Sono infatti molti i passeggeri che stanno prenotando il volo con largo anticipo per evitare futuri rincari, prospettiva non certo remota considerando l’escalation del conflitto in Medio Oriente. Nell’immediato si stima che il prezzo dei biglietti potrebbe aumentare fino a quasi il 10%.
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Il Financial Times ha stimato che dall’inizio della guerra in Iran le 20 maggiori compagnie aeree quotate in borsa abbiano perso circa 53 miliardi di dollari di valore. Per queste aziende si tratterebbe della peggiore crisi dalla pandemia di Covid-19. Rispetto al lockdown, però, oltre alla cancellazione dei voli si aggiunge l’aumento del costo del carburante degli aerei, praticamente raddoppiato dall’inizio del conflitto.
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A soffrire questa situazione sono in particolare le compagni low cost come Wizz Air, che prima della guerra in Iran stava progettando di espandersi in altri mercati. Subito dopo la notizia che il conflitto avrebbe praticamente azzerato i profitti di quest’anno, l’azienda ha registrato un’ondata di vendite delle azioni allo scoperto.
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L’ad di United, Scott Kirby, ha affermato che la compagnia aerea “si è prefissata l’obiettivo di compensare interamente l’aumento dei prezzi del carburante”, ma per farlo servirebbe incrementare dell’8,5% il costo per ogni posto a bordo. In Europa si registrano però anche posizioni diverse. Michael O’Leary, ad di Ryanair, ha dichiarato che l’aumento dei prezzi diventerebbe necessario solo se il costo del carburante salisse per altri sei mesi. Questo è il parere anche per altre grandi aziende come Air France-Klm, Lufthansa ed EasyJet, che potrebbero beneficiare del fatto che il traffico dall’Asia potrebbe spostarsi verso gli aeroporti del Vecchio Continente.

