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Economia
Voluntary disclosure / Hai dei soldi in Svizzera? Quanto costa riportarli in Italia

Approvata in Aula al Senato  la legge sul rientro dei capitali nota anche come legge sulla voluntary disclosure (regolarizzazione volontaria dei capitali), misura che propone a chi ha nascosto denaro all’estero, ma anche in Italia, di autodenunciarsi in cambio di sconti su sanzioni e pene. Una montagna di denaro nascosto al Fisco che, per quanto riguarda la parte depositata nei caveau oltre confine, BankItalia stima essere circa di 300 miliardi di euro, il 20% circa del Pil italiano.  L'Aula di palazzo Madama ha approvato il provvedimento senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera, con 119 si', 61 no e 12 astenuti. Dal punto di penale, la voluntary neutralizza tutti i reati fiscali commessi, compreso il nuovo reato di autoriciclaggio introdotto da questa legge. La procedura potra' essere attivata fino al 30 settembre 2015 per violazioni commese entro il 30 settembre 2014. La legge, su cui il governo Renzi conta molto per far rientrare in patria prezioso gettito con cui finanziare il taglio delle tasse, ha avuto una lunga gestazione e introduce il reato di autoriciclaggio.

Ma come funzionerà? Cosa succede ad esempio a un contribuente italiano che ha trasferito in Lussemburgo o in Svizzera, senza dichiararlo, un milione di euro derivante da attività di lavoro autonomo svolto nel nostro Paese e che ha deciso di aderire alla voluntary disclosure? In questo caso, come spiega il CorSera che cita calcoli effettuati dallo studio legale Bonelli Erede Pappalardo, bisogna distinguere due situazioni.

Se i redditi non sono recenti e sono stati trasferiti in Svizzera ad esempio nel 2003, ipotizzando un rendimento del capitale del 3% annuo, lo studio legale ha calcolato che la voluntary disclosure costa circa il 13% per un costo di poco più di 45 mila euro a cui sono da aggiungere oltre 129 mila euro di sanzioni. La norma poi prevede anche la possibilità di optare per il calcolo forfettario del rendimento del capitale. Ipotizzandone uno del 3%, il costo della regolarizzazione volontaria sale a circa il 22%: il prelievo è di oltre 145 mila euro e le sanzioni sono di quasi 152 mila euro. Se, al contrario, i redditi sono recenti e trasferiti in Svizzera, ad esempio, nel 2010, il costo sale: ipotizzando sempre un rendimento del 3% annuo, il costo cresce circa al 75%: oltre 646 mila euro di imposte e oltre 178 mila euro di sanzioni.

Minore invece il gettito recuperato dal Fisco nel caso di chi ha ricevuto in eredità patrimoni portati all'estero e non dichiarati. I debiti di imposta si trasmettono agli eredi ma non le sanzioni, mentre restano le sanzioni per violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale. Anche in questo caso il costo della regolarizzazione cambia a seconda che si tratti di redditi recenti o più indietro nel tempo. Nel secondo caso, ipotizzando che una persona fisica abbia ricevuto in eredità un milione di euro a fine 2010, detenuto in Svizzera, derivante da attività di lavoro autonomo svolto nel nostro Peese nel 2003 e con un rendimento del 3% annuo, il costo della voluntary è di circa l'8% degli oltre 1,3 milioni ereditati. In tutto, fra imposte e sanzioni il costo è di oltre 101 mila euro: oltre 45 mila euro di imposte e oltre 56 mila euro di sanzioni.

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