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Alessandro Gassmann difende i giovani in piazza: «La violenza nasce quando nessuno li ascolta». Da Milano a Roma, il disagio esplode

L’attore rivendica il valore di un film che lo vede protagonista ad Alice nella città, realizzato da giovani talenti. Perché il cinema, come la società, dovrebbe imparare una lezione elementare: prima di giudicare una generazione, bisognerebbe almeno provare ad ascoltarla

Alessandro Gassmann difende i giovani in piazza: «La violenza nasce quando nessuno li ascolta». Da Milano a Roma, il disagio esplode

L’attore presenta Figli perduti e punta il dito contro famiglie e società: «I ragazzi protestano per diritti sacrosanti, ma troppo spesso gli adulti non sanno ascoltarli».

Le piazze si riempiono, la rabbia cresce e, qualche volta, la protesta lascia il posto alla violenza. Le immagini degli scontri di Milano, con le vetrine distrutte, gli assalti ai negozi e gli agenti feriti, raccontano un Paese attraversato da tensioni sempre più profonde. A Roma, intanto, migliaia di persone sono scese in strada per lavoro, casa, istruzione e diritti sociali. Due manifestazioni dagli esiti diversi, ma con un interrogativo comune: che cosa sta succedendo alle nuove generazioni?

A tentare una risposta è Alessandro Gassmann, protagonista alla Festa del Cinema di Roma di un intervento che va ben oltre la promozione cinematografica.

Alessandro Gassmann difende i giovani in piazza: «La violenza nasce quando nessuno li ascolta». Da Milano a Roma, il disagio esplode
Una scena del film

Gassmann: «I ragazzi chiedono cose giuste, la responsabilità è anche dei genitori»

L’occasione è la presentazione di Figli perduti, esordio alla regia di Lorenzo Maria Chierici, in concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella città.

Gassmann non cerca giustificazioni per chi trasforma le manifestazioni in guerriglia urbana. Ma invita a interrogarsi sulle cause del disagio. I giovani, osserva, rivendicano questioni fondamentali: il diritto allo studio, abitazioni accessibili, la possibilità di costruirsi un futuro senza essere schiacciati dalle difficoltà economiche. Il problema, secondo l’attore, è una società che parla continuamente dei ragazzi senza trovare il tempo di ascoltarli. E chi finisce per scegliere la violenza spesso ha accumulato frustrazioni nell’indifferenza generale.

Nel mirino finiscono soprattutto i genitori, accusati di aver lasciato crescere incomprensioni, isolamento e rabbia senza intervenire.

Da Milano a Roma, due piazze e una generazione che chiede risposte

Il riferimento alla cronaca è inevitabile. A Milano, tra il 17 e il 18 ottobre, gruppi di giovanissimi hanno devastato parte del centro, affrontando le forze dell’ordine. A Roma, invece, il corteo della Cgil e delle associazioni della Via Maestra ha riportato al centro salari, precarietà, scuola e diritto alla casa. Per Gassmann, però, limitarsi alla condanna significa rischiare di ignorare il problema di fondo: la distanza crescente tra il mondo degli adulti e quello dei figli.

“Figli perduti”, quando una seconda possibilità cambia una vita

È proprio questa frattura il cuore del film, ispirato alla vicenda reale di Daniel Zaccaro, interpretato da Matteo Oscar Giuggioli. Cresciuto nella periferia milanese di Quarto Oggiaro, Daniel passa dalle rapine al carcere minorile Beccaria. L’incontro con don Claudio Burgio, interpretato da Gassmann, e l’ingresso nella comunità Kayros diventano l’inizio di una faticosa rinascita.

Una storia che non assolve gli errori, ma dimostra che il riscatto può esistere.

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