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Human Rights Film Fest, un cinema che apre davvero gli occhi sul mondo: crisi e guerre non sono solamente titoli da grande schermo!

Dal 9 al 13 settembre il Parco del Torrione Prenestino ospita la seconda edizione del festival dedicato ai diritti umani: cinque serate, tra documentari, cortometraggi e incontri, per parlare di Palestina, Sudan, Afghanistan, Myanmar e popoli indigeni dell’Amazzonia

Human Rights Film Fest, un cinema che apre davvero gli occhi sul mondo: crisi e guerre non sono solamente titoli da grande schermo!

Guerre, repressioni, migrazioni e discriminazioni sono ormai all’ordine del giorno in quasi ogni angolo del pianeta. Ne siamo a conoscenza, ne sentiamo parlare e con frequenza ci esponiamo anche a riguardo, ma sono poche le occasioni in cui riusciamo a coglierne realmente l’essenza. Forse perché, in molti casi, si tratta di situazioni che non viviamo in prima persona e la distanza da esse non ci permette di comprenderle fino in fondo. Proprio per questo nasce lo Human Rights Film Fest, che dal 9 al 13 settembre tornerà con la sua seconda edizione a Roma, più precisamente al Parco del Torrione Prenestino, per cercare di offrire al pubblico uno sguardo più ravvicinato attraverso cinque giornate di cinema, incontri e confronto sui diritti umani.

Cinque storie, un solo obiettivo: guardare più da vicino

Ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS, con il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura nell’ambito di Roma Creativa 365, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, il festival presenterà un programma piuttosto vasto. Ogni giornata avrà infatti un tema preciso. Dalla Palestina al Sudan, passando per l’Afghanistan, il Myanmar e i popoli indigeni dell’Amazzonia, si proverà a dare un volto e una voce a quelle realtà che solitamente, nel racconto quotidiano, finiscono per essere ridotte ad una sequenza di numeri e cifre o a poche righe di cronaca.

Human Rights Film Fest, un cinema che apre davvero gli occhi sul mondo: crisi e guerre non sono solamente titoli da grande schermo!
Cinque giorni per trasformare guerre, repressioni e diritti negati da semplici notizie lontane in storie da guardare, ascoltare e comprendere (Immagine di “Human Rights Film Fest” – www.hrff.it)

Si comincerà mercoledì 9 settembre con il dibattito Palestina oggi: vivere, resistere, testimoniare, per poi passare ai cortometraggi in concorso. Giovedì 10, invece, oltre alle consuete proiezioni, si passerà al Sudan con il talk La guerra dimenticata: società civile, diritti umani e futuro, pensato per focalizzare l’attenzione su contesti che rischiano di rimanere ai margini. A discuterne ci saranno, tra gli altri, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Adam Bosch, referente della comunità sudanese della Capitale.

Venerdì 11 il focus sarà sull’Afghanistan, andando oltre la cronaca della guerra per concentrarsi sulle persone che continuano a vivere, creare e resistere dentro e fuori dal Paese. Sabato 12 sarà la volta del Myanmar, con l’annuncio dei vincitori di Shorts for Rights, la proiezione delle pellicole in gara e il talk Birmania: vite sospese, diritti negati, oltre alla visione di due documentari, Thabyay: Creative Resistance in Myanmar di Jeanne Hallacy e Song of Souls di Sai Naw Kham. E infine, a chiudere la rassegna sarà l’Amazzonia, con l’incontro Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni. A seguire ci saranno Il Lago, realizzato in collaborazione con il Pigneto Film Festival, le testimonianze del progetto Voci Indigene curato da Survival International Italia, Holding Up the Sky e I nemici del popolo, nuovo documentario di Andrea Marinelli ambientato nell’Amazzonia ecuadoriana.

Oltre 180 cortometraggi arrivati da più di 50 Paesi

Una parte importante della manifestazione sarà il concorso internazionale Shorts for Rights. La call ha raccolto oltre 180 cortometraggi provenienti da più di 50 Paesi, con opere dedicate a diritti umani, disuguaglianze, libertà, trasformazioni sociali e forme di resistenza. Dieci sono stati selezionati per il concorso e saranno proiettati durante la manifestazione, con una giuria che riunisce professionalità provenienti dal mondo della cultura, del cinema e dell’impegno sociale, e che li valuterà.

Parlare di diritti umani può far pensare a qualcosa di astratto o che rischia di diventare fortemente retorico. Poi arrivano le storie, quelle vere, e certe realtà smettono di essere invisibili. Una donna che continua a raccontare il proprio Paese, una comunità che prova a sopravvivere ad una guerra, un popolo che difende la propria terra, un artista che utilizza una macchina da presa per documentare ciò che sta accadendo non serviranno di certo a risolvere i problemi o i conflitti in atto, ma fanno in modo che non passino inosservati, portando sul grande schermo tutto quello che, troppo spesso, resta lontano dai riflettori.

L’ingresso è gratuito e tutte le serate si svolgeranno dalle 18:00 a mezzanotte.