Regista con “La mossa del pinguino” e interprete con “Noi e la Giulia”, doppio appuntamento con Claudio Amendola ospite di Matteo Pavesi e al Festival “Il cinema italiano visto da Milano” organizzato dalla Cineteca di Milano allo spazio Oberdan e al Museo del Cinema.
Sala Merini piena per incontrare Amendola che ha introdotto il film “Noi e la Giulia” girato “in sequenza” lo scorso agosto e successivamente alla proiezione ha dialogato con il pubblico in modo molto aperto, consegnando agli appassionati di cinema, uno spaccato di esperienze, con alcuni aneddoti piacevoli e divertenti.
“La regia per me ha colmato un vuoto, o meglio chiuso il cerchio professionale. E’ affascinante e gratificante riuscire a scegliere il cast giusto e trovare meccanismi e giusta dimensione per raccontare una storia. Il cinema deve ritornare a essere un mestiere per poci, nel senso che non deve mai essere facile entrarci. E’ un mestiere che ha bisogno di cura, attenzione e non ci si può nè si deve improvvisare. Una volta ci voleva “la patente” sia per chi recitava sia per chi lavoravav copme attrezzista o macchinista. Oggi quella patente la danno un po’ a tutti.
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